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Chievo Verona, dalla Champions all’abisso

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La società del piccolo quartiere scaligiero esclusa dal Consiglio federale dopo anni tra A e B e anche l’acuto delle Coppe

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lessandro guerrieri

La mannaia del Consiglio federale è tornata a colpire ai piani alti del calcio italiano; dopo la bocciatura della Covisoc, giovedì scorso, infatti, la Federazione ha escluso il Chievo dal prossimo campionato di Serie B. i gialli veneti hanno immediatamente proposto ricorso al Collegio di Garanzia, ma l’impressione è che la bella favola degli scaligeri sia giunta al capolinea, al peggiore dei capolinea. Una storia che parte nella stagione 1993-94 quando una piccola squadra di giallo vestita si affaccia alla Serie B. In panchina c’è un pittoresco allenatore che per seguire il suo sogno ha rinunciato ad un impiego sicuro alla Canon, Alberto Malesani. È l’inizio di una favola che diventa leggenda pochi anni dopo; chiusa l’era Malesani, andato a cercar fortuna a Firenze, arriva Gigi Delneri e, nel 2000, ecco la clamorosa promozione nella massima serie. Tutti a chiedersi, cos’è questo Chievo? Semplice, la squadra di un piccolo quartiere di Verona di circa 4mila abitanti, che però ha alle spalle un’azienda importante come la Paluani, da cui il soprannome di “Pandori”, e dietro la scrivania un ex giocatore dal buon passato, Giovanni Sartori, uno dei migliori talent scout del nostro calcio. Non è un caso che scelga un allenatore proiettato nel futuro come “Gigi” Delneri, innamorato del calcio offensivo in stile olandese.

I gialli sembrano il classico vaso di coccio tra quelli di ferro e invece stupiscono il mondo intero.

All’esordio partono a spron battuto, tanto che nel giro di andata stazionano spesso in vetta alla classifica. Alla fine arriva una incredibile, ma vera, qualificazione alla Coppa Uefa, sull’onda lunga di un calcio scintillante, sempre propositivo e con un uso smisurato della tattica del fuorigioco che ubriaca gli attaccanti avversari. I protagonisti sono nomi sconosciuti che però, in poco tempo, l’Italia pallonara inizia a conoscere: le frecce Manfredini ed Eriberto, che in realtà si chiama Luciano e bara sulla carta di identità, i bomber Corradi e Marazzina – arriveranno alla nazionale –, il regista Corini, che poi il Chievo l’allenerà pure. Una favola che non conosce ostacoli, fino all’acme della qualificazione ai preliminari di Champions nella stagione post Calciopoli. L’allenatore è Bepi Pillon, il sogno si infrange nei preliminari, per mano del Levski Sofia, con annesso ripescaggio in Coppa Uefa. Quello, però, è anche l’anno della retrocessione in Serie B; sembra l’inizio della fine, invece è una gloriosa ripartenza. In un amen, allenatore Beppe Iachini, ecco il ritorno nella massima serie, dove i “Molossi” rimangono fino a due anni fa, quando retrocedono con un inglorioso ultimo posto. Sono ormai lontani i tempi in cui la Rai programmava il film “Un quartiere in paradiso”, incentrato proprio sul fenomeno Chievo, e addetti ai lavori di tutto il mondo calavano a Verona per studiare questa incredibile realtà.

Le ultime due stagioni in B fanno presagire sinistri scricchioli, il crollo arriva giovedì con la mancata iscrizione che, se confermata, trasforma una bella favola, l’ultima bella favola del nostro calcio, in un inquietante film horror. –

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