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Italbasket all’Olimpiade: impresa degli azzurri con la Serbia, si va a Tokyo

Federico Lazzotti
Italbasket all’Olimpiade: impresa degli azzurri con la Serbia, si va a Tokyo

Diciassette anni dopo l’ultima volta, ad Atene nel 2004, quando vincemmo l’argento

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BELGRADO. Un sogno sotto canestro. Grande. Azzurro. Impossibile da immaginare appena una settimana fa. L’Italia del basket vola alle Olimpiadi di Tokyo. Diciassette anni dopo l’ultima volta, ad Atene nel 2004, quando vincemmo l’argento. E lo fa ribaltando il mondo: batte la Serbia delle stelle nella finale del torneo preolimpico. Basterebbe questo per parlare di mezzo miracolo. Ma c’è di più. Molto di più. Lo fa a Belgrado, nell’arena dedicata a un mito come Aza Nicolic. Sfondando la quota di cento punti realizzati tirando con il 42 per cento da tre punti. Vince di sette, trema nel finale, ma lo fa dopo aver condotto per quaranta minuti volando a più ventisette (80-63 alla fine del terzo quarto).

Ci riesce davanti a seimila tifosi serbi, ce ne sarebbero stati il doppio se non fosse stato per le limitazioni legate alla pandemia. Tra loro anche leggende della pallacanestro slava come Zeliko Obradovic e Sasha Danilovic, con le mani nei capelli dopo la sconfitta. Lo fa con una squadra operaia, giovane, coraggiosa. Dentro c’è un mix che Meo Sacchetti è riuscito a miscelare. Dove resti sbalordito dal gusto che hanno le scorribande di Nico Mannion, nell’ultima stagione studente all’università dell’Nba con i Golden State Warriors dove ha preso ripetizioni da Stephen Curry: penetra, tira e segna da tre, non trema ai liberi (4/4 nel finale e 24 punti totali). C’è la difesa di Pajola, che ieri sera ha superato il maestro Teodosic con cui ha giocato nell’ultima stagione alla Virtus tricolore. La sicurezza di Fontecchio (21 punti) che ne quattro in fila all’inizio dell’ultimo quarto riportando gli azzurri a più diciannove (87-68). Eccolo Tonut (15 punti), miglior giocatore dell’ultima stagione di serie A rubare palla e schiacciare in contropiede il 91-73. Poi ci sono i campioni già sbocciati. Melli, che nel secondo tempo è rimasto molto in panchina. E Polonara (6/8 da tre punti e 22 totali). Eccola la nazionale che riesce dove cinque anni fa fallì l’Italbasket dei predestinati: Gallinari, Belinelli, Bargnani e Datome, battuti in casa dalla Croazia proprio nel preolimpico. Oggi quella sconfitta fa meno male. Perché il domani è molto più azzurro. E pieno di stelle sotto canestro. —

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