Italia
Il sogno di quel tabellone
Nessuno lo dice, in molti lo pensano: se saltiamo l’ostacolo Belgio il nostro Europeo può assumere le dolci sembianze di una discesa tra colline verdeggianti. Magari non è proprio così, ma nel calcio la psicologia conta molto: il tabellone, che prima sembrava un’arrampicata del terzo grado, con l’uscita della Francia può essere meno severo...
Nessuno lo dice, in molti lo pensano: se saltiamo l’ostacolo Belgio il nostro Europeo può assumere le dolci sembianze di una discesa tra colline verdeggianti. Magari non è proprio così, ma nel calcio la psicologia conta molto: il tabellone, che prima sembrava un’arrampicata del terzo grado, con l’uscita della Francia può essere meno severo. Una tra Spagna e Svizzera, ad esempio, ci potrebbe spaventare meno della Francia grandi firme, che però è implosa vittima della sua spocchia e di guerre interne che alla fine sono esplose in tutta la loro virulenza.
Luis Enrique ha creato una pericolosa macchina da guerra in avanti, ma dietro sembra abbastanza friabile. Sognare, dunque, non costa nulla, magari una battaglia campale in finale a Wembley proprio contro gli inglesi: sarebbe straordinario dal punto di vista ambientale e delle motivazioni. Già, ma prima c’è il Belgio. Prima nel ranking mondiale, e non per caso: una straordinaria raccolta di talento e forza fisica che però, contrariamente a Francia e Germania, sboccia in un collettivo, in una squadra.
Ed è questo che lo rende temibile: la solidità, l’affidabilità. Paradossalmente, anche se non giocassero due mammasantissima come De Bruyne ed Eden Hazard, il prodotto non cambierebbe molto: tutti gli interpreti hanno in mente lo spartito, che parla di tagli improvvisi, profondi, di accelerate che hanno come terminale lui, il colosso Romelu Lukaku, la punta centrale, con Lewandowski, più forte del pianeta. Non giocheremo solo contro di lui, certo, ma i pensieri del Mancio sono andati sempre in quella direzione: come marcarlo? Con chi? Chiellini o Acerbi? L’Italia dovrà difendere la squadra, impedendo al Belgio di armare il suo Terminator. Aggredendo, pressando, ribaltando il fronte. Così, magari, ce la facciamo. E poi magari potremo guardare il tabellone con occhi diversi. --
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
