Sicurezza
«Serve una riforma delle coppe europee ma non la Superlega»
De Laurentiis: «Un torneo con i cinque paesi più ricchi ma in base alle classifiche e i proventi volerebbero»
il caso
«I cinque Paesi più importanti, quelli che fatturano di più, che possono permettersi i giocatori più costosi sono Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Italia. Queste cinque nazioni meriterebbero un campionato europeo a sé stante: martedì, mercoledì giovedì». Così Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, in conferenza stampa a Roma. «Chi accede? – dice De Laurentiis – Ogni anno, ecco dove sbaglia Florentino Perez che vuole fare le 12 squadre, la possibilità di competere si deve dare a tutti quanti. Se io sono Udinese, Fiorentina, o Verona e arrivo tra i primi sei ho diritto di partecipare. Sei per cinque 30 diventano 29 partite secche - spiega –. Si deve fare solo l’estrazione del primo che gioca in casa. Poi si fa una partita in casa e una in trasferta. Tra sponsor, stadi e piattaforme porti a casa 10 miliardi, non i tre dei quali parla Florentino Perez». Poi aggiunge: «L’Europa è l’Europa e gli altri 25 Stati? Chi arriva primo fa una competizione a 25, il primo della competizione a 25 e quello dei cinque Stati fanno la finalissima. Gli altri Stati fattureranno 2,5 miliardi, la finalissima sarà vista da due o tre miliardi di persone nel mondo. È questo che secondo me la Uefa non ha saputo valutare». De Laurentiis smentisce poi di essere mai stato contattato da Florentino Perez: «Io non sono mai stato a favore della Superlega – aggiunge – perché io pongo come loro la questione economica, ma non è che tu facendo un super torneo a 12, dove inviti gli altri hai risolto i problemi dell’economia del calcio, tu i problemi economici del calcio li risolvi se prendi coscienza che la Champions League e l’Europa League non servono economicamente a nessuno». Poi incalza: «Florentino ha avuto il merito non di aver inventato la Superlega, che è una grandissima cretinata, ma il merito di dire che Europa League e Champions non servono ai nostri bilanci. Sono anni che dico di creare un campionato europeo più equilibrato, dove non si va per estrazione da Montecarlo chiamando le vecchie glorie per capire chi gioca con chi. Perché quello è affidato al caso, alla dea bendata», conclude il patron azzurro. —
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