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Verso Italia-Belgio: Jorginho, quello del posto fisso

dall’inviato Alessandro Bernini
Jorginho, anima del centrocampo azzurro: per Mancini è insostituibile
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Jorginho, anima del centrocampo azzurro: per Mancini è insostituibile

Solo il brasiliano sicuro di giocare: in mezzo tanti ballottaggi. Mancini pensa a Berardi, con Chiesa da "spendere" in corsa

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COVERCIANO (FIRENZE). Le rivoluzioni-lampo sono spesso quelle più sanguinose. E mentre mezza Italia, dopo la vittoria sofferta contro l’Austria, chiede di cambiare giocatori come fossero fazzoletti durante il raffreddore, il Ct nei suoi uffici di Coverciano riflette. Valuta. E storce la bocca.

Già, storce la bocca. Perché a lui questa idea di prendere l’Italia della prima fase e gettarla nell’inceneritore, no, proprio non convince. E poi lo conosciamo il Mancio: ha preso questa nazionale all’outlet del calcio, l’ha modellata, l’ha resa vincente. È uno che va dritto per la sua strada, l’unico karma che conosce sono le sue idee. E non le tradisce.

DOVE CAMBIARE

A camminare sul ponte sospeso sono finiti in molti. Tant’è che c’è chi vuole Locatelli e Pessina a centrocampo, chi chiede Chiesa in attacco a destra, chi vuole Belotti prima punta . Considerando il probabile rientro di Chiellini al posto di Acerbi, vorrebbe dire cambiare mezza squadra. Ha senso?

BERARDI E CHIESA

È forse il ballottaggio che più fa discutere. Inevitabile, e non solo perché Chiesa ha segnato contro l’Austria salvandoci da un finale degno di Shining, ma anche perché comunque uno gioca nella Juventus e l’altro nel Sassuolo per cui il partito dei "Chiesa a prescindere" vince le elezioni al primo turno.

Questo vi fa capire quanto strano sia il calcio. Berardi era stato tra i migliori sia contro la Turchia sia contro la Svizzera (a riposo invece col Galles) e tutti a osannare il suo sinistro, il genio che ti fa la giocata (tipo quella che ha sbloccato il match con la Turchia), la bravura di Mancini ad averlo pescato dal Sassuolo e lanciato da titolare. Poi Berardi stecca un po’ contro l’Austria, entra Chiesa che segna, e apriti cielo. Ed ecco che i «come si fa a far giocare Berardi e tenere Chiesa in panchina» sono venuti giù come pioggia a novembre a Londra.

Eppure la sensazione è che Berardi sia ancora in vantaggio nelle gerarchie del Ct. Tra l’altro nel conto bisogna pure metterci che in questo Europeo i cambi sono spesso decisivi (si è visto contro l’Austria) e Chiesa è il classico giocatore che può entrare e spaccare la partita con la sua velocità, le sue accelerazioni. Tanto più se il Belgio dovesse accusare il calo fisico abbastanza clamoroso visto col Portogallo.

IL CENTROCAMPO

Ecco, questo è il reparto sul quale Mancini e i suoi vice Evani e Lombardo stanno facendo molte valutazioni. L’unico intoccabile oggi è Jorginho: cada il mondo, lui gioca. Ed è giusto così. Valutazioni si stanno facendo su Verratti (recuperato anche se non incisivo come ci si attendeva) ma soprattutto su Barella: inutile negarlo, fino a oggi non si è visto quel terremoto di energia ammirato nell’Inter. Barella ha tutto, classe, tecnica, senso della posizione, corsa, copertura e inserimenti. Ma in niente di questo ha saputo eccellere fino a oggi. Il tutto mentre due giocatori come Locatelli e Pessina hanno invece lasciato un segno indelebile quando sono entrati o subentrati. Ecco, su questo il Mancio sta riflettendo. Sempre con la consapevolezza, come dicevamo prima, che ci sono giocatori come Pessina che sembrano disegnati come un abito perfetto per entrare a partita in corso e fare danni nelle difese avversarie.

AVANTI CON IMMOBILE

Nelle ultime ore era spuntata anche l’ipotesi di vedere Belotti al posto di Immobile. No, al momento non c’è questa idea. Oggi Ciro è il nostro numero 9, anche se Mancini lo vuole più coinvolto sia nella manovra che come prima copertura difensiva. In questi giorni Vialli ha parlato molto con Immobile, l’ex stella dalla Samp sa bene che un attaccante vive sull’onda e sentiva il bisogno di caricare Ciro dopo le critiche di Londra. Il laziale ha ascoltato, capito, elaborato. Ed è pronto a riprendersi sulle spalle l’attacco azzurro. --

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