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l’estate tumultuosa di firenze 

Stallo per Italiano, Antognoni minaccia di uscire

Brunella Ciullini
Stallo per Italiano, Antognoni minaccia di uscire

Fiorentina: non decolla la trattativa con lo Spezia, tifosi in agitazione, tutto fermo anche per i rinnovi di Vlahovic e Dragowski

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firenze. Italiano, Fonseca, Heinze o chi altro? Niente ancora è stato deciso, la questione-allenatore è ancora sospesa per la Fiorentina e a 13 giorni dal raduno pre-campionato la cosa non può che allarmare la tifoseria. Da qui a dire che la candidatura di Italiano sia tramontata ce ne corre, i contatti restano avviati e non si sono mai interrotti, tuttavia la complessità della situazione richiede da parte del club viola valutazioni e confronti continui e serrati. Se uno chiede cosa sta facendo la Fiorentina la risposta che riceve è: «Stiamo lavorando». E il tempo passa, gli impegni incombono e il mercato con le sue scelte incalza. Il patron dello Spezia, Philip Platek, è appena arrivato nella città ligure, sul tavolo la questione stadio ma anche ovviamente quella riguardante il futuro di Vincenzo Italiano al di là del prolungamento fino al 2023 sottoscritto a inizio giugno. Se il tecnico arriverà a Firenze lo farà solo se la clausola rescissoria da 1, 8 milioni lordi sarà stata saldata (e ancora non è stato così) come pretendono lo stesso Spezia e il suo presidente e se sarà stato pagato circa un altro milione per liberare dai contratti in essere con la società ligure gli otto componenti dello staff di Italiano. Se invece la pista si raffredderà fino a congelarsi del tutto la Fiorentina percorrerà quella che porta all’ex allenatore della Roma Paulo Fonseca considerato al momento la sola vera alternativa stando a quanto trapela dal clan viola. Sia chiaro, le sorprese sono sempre dietro l’angolo e da Rocco Commisso e i suoi dirigenti potrebbe spuntare da un momento all’altro. Comunque Fonseca non è un nome nuovo, già il tecnico portoghese era stato sondato dalla Fiorentina prima che decidesse di accordarsi con Gattuso, resta da capire se accetterebbe di essere considerato una sorta di “piano B”. Come non bastasse sono molte le patate bollenti in casa viola: dalla campagna di rafforzamento (dopo il colpo da 27 milioni di Nico Gonzalez e il centrocampista Maleh preso a gennaio e rimasto in prestito al Venezia fino al termine della stagione, piacciono per la difesa Rugani e Zappacosta e per il centrocampo l’interista Sensi fresco di esclusione per infortunio dal gruppo azzurro degli Europei) alla questione rinnovi (in primis Vlahovic ma anche Dragowski e non solo), dal contratto in scadenza di Ribéry che ormai appare sempre più lontano, a quello sempre in scadenza di Giancarlo Antognoni che ha già fatto capire di non essere intenzionato ad accettare l’incarico nel settore giovanile che gli ha appena proposto la Fiorentina di cui è stato ed è tuttora l’uomo-simbolo. «Del mio futuro parlerò dopo il 30 giugno. Devo rivedermi con il dg Barone poi dirò la mia verità. Me ne andrò se la proprietà mi dirà che non servo più, non voglio restare perché sono una bandiera, non sono soltanto questo, io lavoro – ribadisce rispondendo a critiche esterne – e mi reputo una persona che può ancora farlo in modo decoroso, sia di rappresentanza ma anche di conoscenza». Sono insomma giorni convulsi per la Fiorentina, e non è certo la prima volta. –

Brunella Ciullini

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