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Calcio-spezzatino, la Lega rinvia ancora Dieci orari diversi? I club vogliono i soldi

Calcio-spezzatino, la Lega rinvia ancora Dieci orari diversi? I club vogliono i soldi

Le società: maggiore visibilità e quindi più entrate. Il progetto è un weekend di partite dal sabato a lunedì sera

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MILANO. Ma questo spezzatino convince davvero? Per la terza volta l’assemblea della Lega calcio ha rinviato l’approvazione della proposta di Dazn, che ipotizzava dieci slot orari diversi per le partite di serie A, una spalmatura totale quindi dal sabato pomeriggio al lunedì sera. Un segnale che qualcosa forse non convince nella proposta della piattaforma streaming che ha acquisito i diritti della serie A per i prossimi tre anni. In sostanza, i club vogliono monetizzare di più questa nuova scaletta oraria delle partite, che acquisirebbero ancora più visibilità non essendoci la contemporaneità degli eventi. Alla fine probabilmente arriverà l’ok del consiglio di Lega ma la strada non sembra così facile come sembrava qualche settimana fa.

«Lo spezzatino per le gare di Serie A? Dobbiamo assecondare quanto più possiamo le esigenze economiche di chi ha comprato i diritti televisivi. In questo senso mi muoverò stasera», aveva detto prima dell’assemblea di Lega il presidente del Milan Paolo Scaroni, che si era schierato fin da subito con la possibilità di spalmare le dieci partite per ogni giornata di campionato su dieci fasce orarie differenti.

Ma nonostante le sue buone intenzioni la maggior parte dei club ha deciso di prendere ancora tempo.

Intanto non è un’estate tranquilla per Dazn, che dopo essere stata portata in tribunale da Sky per la presunta violazione della legge Melandri, in seguito dell’assegnazione all’emittente dei diritti Tv delle partite di Serie A, ora deve affrontare un nuovo ostacolo e questa volta è l’Antitrust. che sarebbe stata sollecitata da alxune aziende di telefonia mobile che avrebbero eccepito sulla partnership da 350 milioni di euro che Dazn ha stretto con Tim e che, se si tramutasse nella possibilità di vedere il campionato in streaming su Timvision, non lascerebbe più spazio alla concorrenza.

Ad ogni modo, la concorrenza ha chiesto all’Antitrust di verificare i mille aspetti dell’accordo top secret tra Dazn e Tim per vedere se esso violi in qualche punto la legge sulla concorrenza sleale.

Della questione in realòtà non si sa molto perché esiste una clausola di riservatezza tra Dan e Tim per la quale le clausole del contratto non sono state rese note all’esterno. Per adesso l’unica cosa nota è che l’accordo vale 350 milioni di euro e che stabilisce che Tim sia l’operatore internet e il gestore di pay TV di riferimento per l’offerta calcio Serie A di Dazn e che possa quindi distribuire gli abbonamenti. L’assemblea di Lega ieri ha approvato sia i criteri di ripartizione dell’anticipo del quindici per cento da parte di Dazn sui diritti per il ciclo 21-24. L’assemblea delle società di serie A ha inoltre votato la proroga dell’Accordo Collettivo Lega-Aic-Figc al 31 agosto 2021. –

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di Redazione web