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Andrea Agnelli: «Una leggenda» Del Piero: «Io gli devo tutto»

Il mondo bianconero in lutto, Trapattoni commosso: un colpo al cuore John e Lapo Elkann: ha scritto pagine indimenticabili della nostra storia 

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la juventus

Una leggenda, un pilastro per decenni prima come calciatore poi presidente. Sempre sull’erba torinese di sponda bianconera. E il mondo bianconero si è svegliato ieri “orfano” di un personaggio che – alla pari di Gianni Agnelli – ha plasmato la storia della Juventus e dei suoi cicli vincenti.

«La commozione che in questo momento tutti noi stiamo provando – si legge sul sito del club bianconero – non ci impedisce di pensare con forza a lui, a tutto ciò che il Presidentissimo è stato e sarà per sempre nella vita della Juventus. Una figura indelebile, che da oggi si consegna al ricordo, perché sui libri di storia del calcio ci è finita già da tempo. Perché quando esprimi un pensiero, e quel pensiero diventa parte del Dna della società a cui hai dedicato la vita, vuol dire che il tuo carattere ne è diventato identità e modo di essere. Per sempre». Tanti i messaggi di cordoglio a cominciare da quello dell’attuale presidente Andrea Agnelli: «Quel giorno negli anni ottanta, quando ricevo un telegramma in occasione di una vittoria della Sisport contro il Torino, quel giorno scopro Boniperti, quel giorno scopro il terzo elemento di Juve che entra in me. Leggenda per tutti», ha scritto su Twitter. A fargli eco John e Lapo Elkann. : «Voglio dedicare a Boniperti un pensiero di affetto e di gratitudine per le emozioni che da giocatore ha regalato non solo agli juventini, ma a tutti gli appassionati di calcio. Anche da dirigente, ha continuato a scrivere pagine indimenticabili della storia della Juventus. La sua memoria rimarrà per sempre nel cuore di tutti noi». Lapo ha pubblicato una foto di Boniperti con nonno Gianni Agnelli su Twitter aggiungendo: «C’è un filo invisibile che tiene unite le persone. Di nuovo insieme, per sempre».

Platini lo ricorda «forte e freddo, lui voleva vincere e non guardava in faccia a nessuno. Se un giocatore, anche di nome, non lo convinceva, non esitava a mandarlo via». Giovanni Trapattoni non riesce a frenare l’emozione: «Era come un padre – ha detto il tecnico –, la notizia della sua morte per me è un colpo al cuore. “Alla Juve vincere non è la cosa importante ma l’unica cosa che conta” è la frase che lo descrive perfettamente – ha ricordato – ma dietro quell’apparenza di durezza, che poi era solo rigore etico e un voler esser esigente con gli altri e con se stesso, c’era un presidente pronto a insegnare e a sostenerti, anche nelle sconfitte» .

«Caro Presidente, nessuno è stato la Juventus come lei, e nessuno lo sarà» commenta Alessandro Del Piero. «Io le devo tutto, o quasi da calciatore - continua l’ex campione juventino sui social - e molto anche da uomo. Perché senza la Juventus, senza la sua Juventus, io non sarei quello che sono. Le sarò grato per sempre». Del Piero fu portato a Torino proprio da Boniperti come tante altre stelle juventine. —

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