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Italia-Svizzera: Mancio e la ricerca della felicità

Alessandro Bernini
Italia-Svizzera: Mancio e la ricerca della felicità

L'allenatore: «Vogliamo giocare liberi, leggeri e far contenta la nostra gente». Squadra confermata. «La Svizzera è forte e merita rispetto»

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«Adesso che non c’è più Topo gigio, che cosa me ne frega della Svizzera» canta Vasco Rossi rimpiangendo i piaceri e i sogni ingenui dell’infanzia. Ma c’è anche una squadra a cui interessa molto della Svizzera, proprio perché vuole diventare adulta trasformando i sogni in realtà.

La splendida notte contro la Turchia è ancora davanti agli occhi di tutti, ma adesso è il momento di dare un seguito e un valore a quel 3-0. È la notte di Italia-Svizzera, partita che già si annuncia fondamentale. «Conosciamo la Svizzera, è nel nostro girone anche nelle qualificazioni Mondiali. Sono tecnici, bravi, sanno giocare a calcio. Servirà una gara perfetta senza quasi sbagliare niente», avverte Roberto Mancini.

COSA PUO’ SUCCEDERE

Già, perché la sfida di stasera può indicarci in modo nitido la strada che ci attende. In caso di vittoria gli azzurri sarebbero già sicuri della qualificazione agli ottavi con un turno di anticipo, nel peggiore dei casi col secondo posto nel girone.

In caso di vittoria sulla Svizzera preceduta da un pareggio nell’altro match del gruppo ovvero Turchia-Galles, l’Italia sarebbe sicura del primo posto nel girone. In quel caso, gli azzurri dovranno prepararsi a una trasferta a Londra sabato 26 giugno, dove come primi del gruppo A affronterebbero a Wembley i secondi del gruppo C, che comprende Austria, Olanda, Ucraina e Macedonia del Nord. In caso di qualificazione come seconda, l’Italia andrebbe a giocare sempre sabato 26 giugno ad Amsterdam, contro la seconda del gruppo B, quelle che comprende Belgio, Finlandia, Danimarca e Russia.

LE SCELTE

La formazione è praticamente fatta, anche se Mancini ha tenuto chiuso il cassetto delle sue idee. «La nostra squadra è fatta di tutti titolari – ha detto il Ct –, anche quando cambiamo le cose vanno sempre bene ed è merito dei ragazzi che sono tutti bravi giocatori. Alla fine però si gioca in 11, ma non importa chi gioca, tutti faranno la propria partita e la faranno bene». Aggiungendo: «Noi potremmo anche cambiare, abbiamo il nostro tipo di gioco, i ragazzi sanno quello che devono fare in campo. Non cambierebbe molto».

Ma non c’è aria di rivoluzione, non avrebbe senso. Si cambia solo ciò che è necessario, ovvero fuori Florenzi (infortunato) e dentro Di Lorenzo. Anche se negli ultimi allenamenti il Ct ha provato in quella posizione anche Toloi, giocatore con caratteristiche più difensive. Per il resto solo conferme, a partire naturalmente dal 4-3-3, marchio di fabbrica col quale Mancini ha prodotto e sviluppato la sua Italia.

Si va in campo dunque con Donnarumma in porta, blindato dai due alfieri della difesa che saranno ancora Chiellini e Bonucci. Sulla fasce spazio a Spinazzola a sinistra e Di Lorenzo a destra, col doppio compito di aiutare i centrali e spingere, proprio come successo contro la Turchia quando Spinazzola ha fatto davvero l’attaccante aggiunto. A centrocampo Jorginho si sistema sulla sedia del regista, mentre a Locatelli e Barella spetterà il compito di interdire ma anche buttarsi negli spazi: e questa può essere l’arma in più stasera per gli azzurri. Davanti il tridente sarà il solito che ha fatto scintille al debutto: Immobile punta centrale, Insigne e Berardi ai suoi lati.

ALTERNATIVE E VERRATTI

Niente turnover dunque. Non ancora. Perché comunque l’Italia vista al debutto ha dato garanzie sotto ogni profilo, mentale, tattico e fisico. E non avrebbe senso cambiare. Anche se in panchina ci saranno Chiesa, Belotti, Bernardeschi, Emerson Palmieri, gente fresca che può dare energia e sprint nella ripresa. Tantopiù in una Roma dove stasera alle 21 sono annunciati 23 gradi.

Intanto la buona notizia è che Marco Verratti è praticamente recuperato anche se gli ultimi dubbi verranno sciolti oggi. «Decideremo domani (oggi, ndr) se verrà in panchina o se aspetteremo la prossima partita ma siamo ottimisti», ha detto il Ct.

LA LEGGEREZZA DI MANCINI

Il Ct non vuole caricare troppo questa partita. Lo capisci subito ascoltando le sue parole. «Si gioca un Europeo, serve gioia, allegria, dobbiamo essere felici di fare quel che facevamo da bambini . Più felici di così non possiamo essere, e ora dobbiamo far felici i tifosi». Già, la ripete tre volte la parola “felici”. Come a volerla imprimere nella testa dei giocatori. Perché sa che questa Italia ha bisogno soprattutto di giocare libera di testa.

Un pensiero il Mancio lo riserva per Xherdan Shaqiri, che ha avuto con sé all’Inter nel 2015: «Per me è un gran giocatore, è una delle migliori mezze punte in Europa e nella mia Inter fece quello che doveva fare. Purtroppo era una squadra in ricostruzione e lui era comunque di proprietà del Bayern». E la Svizzera? «È è sempre tra le prime 10 del ranking europeo, ha un allenatore che conosce benissimo il calcio italiano, per questo abbiamo grande rispetto».

Poi un avvertimento a chi guarda troppo avanti, ma anche un sorriso a chi gli fa notare che, secondo i bookmaker inglesi, adesso l’Italia è favorita. «Wembley? Prima pensiamo agli ottavi. Sono sempre fiducioso che la nostra sia un’ottima squadra e convinto che possa solo migliorare. Se siamo favoriti? Se lo dicono i bookmaker inglesi lo accettiamo perché loro spesso ci azzeccano, ma il campionato è ancora lungo». — RIPRODUZIONE RISERVATA

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