La manifestazione
Tra Parma e Academy, uno splendido quarantenne
Buffon vicino all’accordo: «Ma ho altre opzioni». E da Marina di Pietrasanta parte la sua scuola per giovani portieri
Gabriele Noli
Mentre i media si affannano a dichiararlo sposo in seconde nozze del Parma, Gianluigi Buffon prende tempo. «Nel giro di tre-quattro scioglierò i miei dubbi. Le proposte sono diverse: squadre attrezzate per disputare una buona Champions League, altre che ambiscono a vincerla e che mi vorrebbero come secondo, ma io l’ho fatto solo per la Juventus, adesso basta, e altre ancora che smuovono qualcosa dentro a livello di sentimenti (Parma, appunto), che mi danno l’entusiasmo e l’energia di cui ho bisogno, altrimenti non camminerei», preannuncia da Marina di Pietrasanta (dove ha lanciato la Academy che porta il suo nome, «l’obiettivo è farla diventare l’università dei portieri»). «C’è stato un momento in cui l’ipotesi di smettere stava prendendo piede. Poi però ho scelto di continuare: mi sento ancora bene». Ammette di aver trovato le certezze per andare avanti «nella stima e nell’affetto dei compagni: significa che almeno me la racconto giusta...», riferendosi ad altre seconde nozze, quelle con la Juventus. E proprio l’esperienza di quel biennio lo ha portato a maturare la convinzione di voler giocare di più. «L’ho capito dopo la partita di Barcellona. Mi ero accorto che essere un secondo portiere non mi dava più stimoli. A gennaio ho avvertito la società delle mie intenzioni». Non sarebbe certo un problema per lui ripartire dalla B («Non lo è stato a 28 anni da campione del mondo, figuriamoci a 43»). Di sicuro compirà una scelta «che rispecchia il mio carattere». Sarà utile l’imminente incontro con il procuratore Silvano Martina. Che il ritorno al Parma rientri tra le possibilità «prese in considerazione» lo ha confermato lui stesso, ma non è l’unica. Ed anche questo è compreso in ciò che Buffon ha dichiarato, prima di spostare l’attenzione sull’attualità: Eriksen («Non ho avuto la curiosità di vedere le immagini, l’unica cosa che attendevamo era che quanto gli è accaduto non finisse in tragedia»), Donnarumma («Un campione a tutto tondo»), Chiellini («Il miglior difensore al mondo a prescindere da quante partite giochi: l’età è un luogo comune»), Allegri («Ha tutto per far ripartire un mini-ciclo alla Juve»), la Nazionale di Mancini («Ha ereditato una situazione difficile ma ha saputo stravolgerla: c’è tanto lavoro dietro, soprattutto psicologico»). E se la grande favorita rimane comunque «la Francia, attenzione anche a Germania e Belgio», gli Azzurri possono essere «una scheggia impazzita». Ne seguirà, ottimista, il cammino. Come quello della Academy per i giovani portieri, avviata a Marina di Pietrasanta. «Noi italiani eravamo un’eccellenza, poi qualcosa è cambiato, è mancata una linea comune: occorre un’unità di intenti che ci riporterà al top in pochi anni», analizza Buffon. Da qui la volontà, con il suo progetto, di «diventare riferimento globale. La missione è aiutare i ragazzi a sviluppare il proprio talento. E se anche non diventeranno dei campioni, di lasciar loro la sensazione di aver comunque vissuto un’esperienza unica». —
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