Sicurezza
La "Mancionale" come il Chelsea, può stupire
Il punto. Ottimismo con vista sull’euforia, un mix eccitante, ma quanto giustificato e realistico?
Alla domanda "A che punto siamo con l’Italia?" ha risposto un automobilista anonimo, incrociato l’altro giorno sull’autostrada Firenze-Mare mentre viaggiava orgoglioso con una bandiera tricolore infilata nel finestrino. Complimenti e auguri, anche se mi sembra un po’ presto.
Il clima che si respira attorno alla nostra Nazionale però è questo, il tre a zero sulla Turchia all’esordio del campionato Europeo ha liberato l’ottimismo compresso dentro di noi da cinque anni, dai maledetti rigori del 2016 contro la Germania.
Ottimismo con vista sull’euforia, un mix eccitante, ma quanto giustificato e realistico?
Continuo a pensare che ci siano almeno cinque-sei squadre più mature dell’Italia, calcisticamente più evolute, con giocatori più forti e più esperti dei nostri. Fra quelle già scese in campo, il Belgio ha confermato tutti gli indizi disintegrando la Russia: è una squadra fisicamente devastante (Romelu Lukaku), ma anche organizzata e tecnica, nonostante l’assenza di De Bruyne e Hazard a mezzo servizio.
L’Inghilterra che non aveva mai vinto una partita d’esordio all’Europeo, stavolta c’è riuscita battendo i vice campioni del mondo della Croazia. Il guardiolismo ormai è una religione, Foden e Sterling, ma non solo loro, giocano un calcio veloce, gli inglesi pressano alto e verticalizzano, a tratti sembrano un mix fra City e Chelsea che (non a caso) si sono giocate la Champions League pochi giorni fa.
Restano da valutare Francia, Portogallo, Germania e Spagna, ma non mi aspetto sorprese.
Conosciamo bene queste Nazionali, però sappiamo altrettanto bene che il calcio non è solo una somma dei valori, incidono molti altri fattori che ieri ha sintetizzato il regista azzurro Jorginho: «L’Italia è il Chelsea degli Europei».
E questa potrebbe anche diventare la parola d’ordine degli azzurri. Chelsea, ovvero la sorpresa della competizione. Chelsea, ovvero quella che non ti aspetti, ma che gioca bene, ha personalità e qualità. Soprattutto ha fame e una grande voglia di dimostrare. Questa è la nostra Nazionale dopo il debutto con la Turchia.
Il commissario tecnico Roberto Mancini aveva già previsto tutto da tempo e proprio in una intervista esclusiva al nostro giornale, qualche mese fa, disse con grande franchezza e carattere: «Possiamo vincere l’Europeo, stiamo lavorando per questo». Ci siamo.
Noi allora battezzammo l’Italia con un neologismo: Mancionale. Nel senso che questa squadra è stata plasmata dal commissario tecnico a sua immagine e somiglianza, gioca un calcio moderno e brillante, i giocatori in campo si divertono, credono fortemente in quello che fanno e nelle loro possibilità, hanno la mentalità giusta che significa non aver paura di nessun rivale.
Ecco, questa squadra non ha paura di nessuno e adesso sa davvero che può giocarsela con tutti.
Non era semplice abbattere le barricate dell’altra sera, nell’intervallo c’era già qualcuno pronto a fare il classico titolo "mannaggia li turchi", ma l’Italia non s’è mai agitata o demoralizzata, ha continuato a giocare con personalità sapendo che prima o poi sarebbe arrivata l’occasione giusta.
Con il regalo della Svizzera che non ha battuto il Galles, gli azzurri potrebbero già qualificarsi agli ottavi mercoledì sera con la possibilità poi di risparmiare energie fisiche e mentali in vista degli scontri diretti. Perché questo sarà l’Europeo della condizione atletica.
Dopo un anno giocato senza soste per colpa della pandemia, la differenza potrebbero farla proprio quelle nazionali che hanno giocatori meno spremuti e anche qui l’Italia sta discretamente, le nostre squadre sono uscite presto dalle coppe.
Tante piccole-grandi cose da mettere insieme per sperare e sognare che quella bandiera tricolore sventolerà anche l’undici luglio. --
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