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AVANTI 2-0, STASERA GARA3 

Mago Teodosic, Beli e la difesa d’acciaio Bologna, Basket city rivede lo scudetto

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BOLOGNA. E adesso Basket City - almeno quella metà dipinta di bianco-nero - ci crede davvero. Espugnato per la seconda volta il Forum la Virtus Bologna, che si porta sul due a zero nella serie scudetto contro l'Olimpia di Milano, accarezza da vicino il sogno tricolore che manca da vent'anni. Sembrava lontanissimo, una manciata di giorni fa. Improvvisamente - dopo due gare giocate con il coltello fra i denti, una difesa asfissiante, italiani più che protagonisti e un suntuoso Teodosic - la Virtus si scopre ben messa sulla strada verso la vittoria con le prossime due sfide sul parquet amico della Segafredo Arena - stasera e venerdì - ribollente di passione malgrado la capienza ridotta.. Un fortino in cui la Milano di Messina si troverà con le spalle al muro. Costretta a rimontare uno svantaggio pesantissimo e inatteso per un gruppo che - messe in bacheca Supercoppa e Coppa Italia - è andato ad un soffio dalla finale di Eurolega e che pareva inarrestabile.Ed è stato invece sbriciolato, da unaBologna che - nonostante investimenti milionari e un Belinelli di ritorno dalla Nba in più a fianco di Teodosic e Markovic - sembrava avere smarrito la strada del successo, spazzata via in Coppa Italia; cancellata in gara 3 della semifinale di Eurocup - dopo un percorso netto di sole vittorie - dall'Unics Kazan che, in uno solo colpo, le aveva tolto l'accesso alla finale e il ritorno sul nobilissimo palcoscenico dell'Eurolega. Passi falsi che erano costati e non poco a Sasha Djordjevic, orgoglioso condottiero della Vu Nera, quasi sopportato - addirittura esonerato a dicembre dopo una sconfitta in casa con Sassari e richiamato 'in pancà nel giro di 24 ore - e dato tra i partenti a fine stagione. Che ora, invece, si trova a due lunghezze dal trionfo, quasi a ripercorrere le orme di Alberto Bucci che nel 1984, contro la Milano di Dan Peterson guidò i suoi a vincere due volte in Lombardia portando sotto le Due Torri lo scudetto numero dieci, quello della stella. Proprio l'allenatore serbo con il suo mantra, “Pace in testa e fuoco nel cuore” sta giocando e bene la partita a scacchi contro Messina, grazie una difesa mai così granitica a cementare, dietro, quanto di buono costruito in avanti dalla classe di Teodosic (21 punti in gara due) , dalle folate di Belinelli e da un cast italiano guidato dal 'capitanò Ricci (15 punti in gara due) e Pajola (premiato come miglior under 22 della Serie A) a ringhiare su ogni pallone. Un meccanismo perfetto. —

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di Redazione web