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Sì, spalmare ma Dazn funzionerà?

Enzo Bucchioni
Diletta Leotta volto simbolo del calcio su Dazn
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Diletta Leotta volto simbolo del calcio su Dazn

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Volgarmente lo chiamano spezzatino, ma per quanto costa il calcio in Tv potrebbe essere caviale. Comunque, come sapete, ci sono novità. E grosse. La piattaforma Dazn, che ha spodestato Sky e detiene i diritti per tutte e dieci le partite della serie A, ha intenzione di non trasmettere più in contemporanea. Dieci gare in dieci orari diversi, spalmate dal sabato pomeriggio al lunedì sera. Un’evoluzione della spalmatura, potremmo dire.

Oggi a decidere se accettare o meno la proposta saranno i famosi soloni della Lega, che andrebbero intanto avvisati: sbagliano se pensano di vedere anche Diletta Leotta spalmata per tutte le partite. Passerà o non passerà la novità? Servono quattordici voti su venti e non mi sbilancio, vista l’imprevedibilità, l’eterogeneità e l’umore mutevole dell’assemblea.

Comunque, all’idea ho avvertito un fastidio eccessivo: qualcuno s’è ricordato di avere una moglie con la quale passare il fine settimana, altri si sono inginocchiati sotto la targa che ricorda il mito e i miti di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Sinceramente la questione mi sfugge, se non perché riconducibile al solito conservatorismo che ci spinge a dire no a tutte le novità. Una protezione inconscia.

Se però andiamo a vedere, la battaglia delle partite in contemporanea è ormai persa da molti anni e indietro non si può più tornare. È ovvio, perfino banale, sottolineare come giocando dieci partite in dieci orari diversi si possono attrarre più spettatori, ma soprattutto più sponsor. È da questo concetto poco calcistico e molto pratico che deriva tutto il resto.

E non capisco perché i tifosi siano preoccupati o di cosa si stiano lamentando, tanto in genere guardano soltanto la loro squadra del cuore. Capisco ancora meno gli appassionati veri, gli addetti ai lavori e tutti quelli che seguono tutte le partite per amore del calcio, per analizzare o studiare. Finalmente dico io, era ora! Ma davvero voi siete così bravi da vedere e gustare tre partite contemporaneamente? Vi assicuro che non è facile. Ai tempi d’oro delle gare in contemporanea, avevo cinque monitor più la radio in cuffia. Forse anche per questo a volte mi appare Padre Pio. Di recente me la sono cavata con un paio di tv, ora finalmente potremo vedere con tranquillità dieci partite a week end. Volendo, naturalmente. E magari scegliendo l’orario desiderato.

Questa infatti è un’altra possibilità offerta dalla tecnologia. Con l’app di Dazn si potranno seguire le partite a qualsiasi ora. Della serie: porto a cena la moglie o la fidanzata, faccio bella figura… e la partita me la gusto di notte. O quando voglio. Addirittura sotto il tavolo del ristorante con il telefonino, come si faceva con gli appunti a scuola. Se poi ci fosse la possibilità di tornare a brindare o a consolarsi con Stock come una volta, io ci sto. Ma non credo l’aria sia questa. Difficile anche sognarlo.

Come già detto è solo questione di soldi e di fronte ai soldi (fra tutto più di un miliardo di euro) la Lega s‘inchina. Del resto ormai da anni il calcio sopravvive grazie ai quattrini delle televisioni. Quindi, non capisco l’ennesima battaglia contro le spalmature.

Piuttosto sposterei il tema su una questione molto più calda e concreta: l’app e le trasmissioni in streaming funzioneranno bene? Il segnale arriverà dappertutto? È questo il vero problema da affrontare con decisione, magari chiedendo conferme tecnologiche certificate, viste le disavventure capitate anche nel finale dello scorso campionato, non un secolo fa.

Se spalmate, spalmate bene: ne farei uno slogan.

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