Attenzione
Andrea Agnelli: «La Superlega non golpe ma grido d’allarme»
Il presidente bianconero analizza l’anno della Juve e saluta Paratici
TORINO. La Juventus e Fabio Paratici si sono separati già da una settimana, ma ieri il club bianconero ha voluto celebrare quello che è stato un suo dirigente vincente per 11 stagioni. All’Allianz Stadium di Torino si è tenuta una conferenza con lo stesso Paratici e con il presidente Andrea Agnelli che ha approfittato dell’occasione anche per toccare altri temi a cominciare da quello sull’ultima stagione considerata da parte della stampa e della tifoseria come fallimentare: «Se l’anno che sbagliamo succede di vincere due trofei e di conquistare l’accesso alla Champions, diciamo che non vogliamo sbagliare ma siamo disponibili a farlo un anno ogni tanto», ha commentato Agnelli che ha parlato di “anno positivo” nonostante la pandemia e le tante difficoltà. Il presente è l’addio di Paratici, ma anche il ritorno di Massimiliano Allegri: «Mi piacciono la grinta, la determinazione e la voglia di ributtarsi in questa avventura. Sarà, come abbiamo annunciato, un’avventura di lunga programmazione continua, quindi di questo siamo tutti estremamente felici».
Agnelli ha poi argomentato sulla questione competizioni internazionali e sulla rottura con la Uefa per la vicenda Superlega: «Abbiamo cercato in tutti i modi di cambiare le competizioni dall’interno anche perché i segnali di crisi erano piuttosto evidenti già prima della pandemia. La Superlega non è mai stato un tentativo di colpo di stato ma più un grido disperato, un grido di allarme per un sistema che, io non so se consapevole o inconsapevole, si indirizza verso l’insolvenza. Da subito i club hanno cercato un’interlocuzione con la Uefa: la risposta è stata di totale chiusura, con termini offensivi, e si è concretizzata in minacce di esclusione di soli tre club, diffuse con metodi arroganti e indebite pressioni». Il massimo dirigente bianconero ha poi spiegato che non tutta la Uefa è schierata contro Juventus, Real Madrid e Barcellona a conferma di come anche all’interno della confederazione europea del calcio si stia vivendo un momento di estrema incertezza: «Queste minacce sono continuate e sono state portate avanti in totale spregio di un provvedimento del tribunale di Madrid e in pendenza di un giudizio alla Corte Ue. Non è con questi comportamenti che si riforma il calcio, so che per fortuna non tutti in Uefa la pensano così. Le basi della nostra proposta sono quelle, ma il desiderio di dialogo con Uefa e Fifa è immutato – ha concluso Andrea Agnelli – Juventus, Real Madrid e Barcellona sono intenzionati a portare avanti le proprie proposte».
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