Sicurezza
L’attacco light di Mancini Raspadori, lo Schillaci 2.0
La scelta del ragazzo del Sassuolo per rendere meno prevedibile il reparto offensivo azzurro Bernardeschi nel mirino: per lo juventino è stato sacrificato Politano. Nel mezzo siamo forti
ENZO BUCCHIONI
La lista dei ventisei azzurri per gli Europei è apparsa a mezzanotte, quasi l’avesse preparata Cenerentola. E più o meno, come succede sempre per le convocazioni, neppure Mancini è riuscito ad accontentare tutti i sessanta milioni di colleghi commissari tecnici sparsi per l’Italia. Fa discutere l’ultimo nome inserito nella lista, l’attaccante Giacomo Raspadori del Sassuolo, mai un minuto di Nazionale. Ma non è un problema: se Mancio si vuole consolare, prima dei mondiali del 1982, mentre tutti volevano Pruzzo, il ct Bearzot scelse Paolo Rossi e sappiamo come è andata a finire. Fa proprio arrabbiare invece l’ultimo nome cancellato, quel Matteo Politano determinante nel Napoli a forza di gol e assist.
BERNA CHE DIVIDE
La domanda nazionalpopolare è: come si fa a convocare Bernardeschi e lasciar fuori Politano? Scelta dolorosa, ma si fa. Questione di feeling, si dice in questi casi. E se nella Juve fatico a ricordare una partita (forse una, davvero) di Bernardeschi da Bernardeschi, in nazionale da quando c’è Mancini ha sempre fatto bene. Probabilmente il ct pensa a lui come a un jolly offensivo, può fare l’esterno a destra e a sinistra, ma anche il falso nueve in un tridente con Berardi e Chiesa. Sulla carta tanta roba. Chiariti i dubbi, mi sbilancio: questa Nazionale mi piace. I ventisei esprimono la meglio gioventù del nostro campionato con un paio di evergreen come Bonucci e Chiellini. Qualità ce n’è tanta, ma anche quantità di scelte. Se leggo i nomi dei sette centrocampisti e li confronto con quelli delle altre nazionali, forse soltanto la Francia ha un reparto centrale più forte. In questo momento Jorginho, campione d’Europa, è il miglior regista in circolazione. Se Verratti sta bene ha dimostrato di essere il leader del Psg nonostante ci sia gente come Mbappè o Neymar. Locatelli è uno degli emergenti e lo sta corteggiando anche il Real Madrid. E Barella? Può essere il Tardelli degli anni d’oro. Ma tutti i reparti offrono soluzioni e alternative interessanti al Ct, che di suo ha messo il carisma e l’essere vincente. E’ la sua storia.
E LA PUNTA?
Fino a ieri avrei detto che forse manca un attaccante vero. La Francia ha Benzema, il Belgio Lukaku, l’Inghilterra Keane, tanto per capirci. Sia Immobile che Belotti, invece, non hanno mai convinto fino in fondo nell’Italmancio. Le loro caratteristiche tecniche non sono il massimo per questa squadra giochista. E allora torno al perché Mancini ha preso al volo Raspadori. Il ragazzino del Sassuolo ha velocità di piede e di pensiero, si muove moltissimo, offre soluzioni, lega il gioco, ma vede anche la porta. Potrebbe davvero diventare la soluzione last minute come fu Schillaci nei mondiali del 1990 o il già citato Paolo Rossi in Spagna. Sogni? Illusioni? Speranze? Tutte e tre le cose. In fondo la Nazionale cos’è se non questo? Soprattutto in Italia dove la maglia azzurra è rimasta l’unico elemento aggregante e unificante.
LE PIÙ FORTI
Fermo restando però che di squadre sulla carta più forti dell’Italia, più esperte, più avanti nel percorso calcistico ce ne sono diverse in questo campionato Europeo. La Francia su tutte.
Ma attenti anche all’Inghilterra, al Belgio, alla Germania che raramente sbaglia un appuntamento importante, al Portogallo di Ronaldo, tanto per dirne alcune. L’ottimismo viene da ciò che la nostra Nazionale ha fatto negli ultimi due anni, dal buon organico appena analizzato e da un allenatore bravo, vincente, ma anche fortunato il giusto. Non partire battuti con nessuno e pensare di poter vincere contro tutti, è più di un’idea. Quasi una certezza. —
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