Gioco
Signori, fine dell’incubo Gravina firma la “grazia” dopo dieci anni di esilio
L’ex bomber della Lazio e della Nazionale era stato squalificato per il calcioscommesse, ora è stato riabilitato. «Grazie a chi ha creduto in me»
ROMA. Finisce l’esilio dal calcio per Beppe Signori, ex attaccante di Lazio e Nazionale. La Figc ha annunciato che il presidente Gabriele Gravina «concede la grazia, in relazione alla sanzione della preclusione definitiva irrogata dagli organi di giustizia sportiva» a Signori. «1° giugno 2011 inizio - 1° giugno 2021 fine. 10 anni - 120 mesi - 3.650 giorni. Grazie di cuore a tutti coloro che mi sono stati vicini in questi anni che mi hanno reso più forte e ancora più convinto che volontà e determinazione siano fondamentali per raggiungere gli obiettivi in ogni campo», ha commentato sui social Signori, che oggi ha 53 anni. Il riferimento è anche al modo in cui è stato abbandonato da amici e conoscenti nel mondo del calcio, macchiato da una accusa infamante. Dieci anni che hanno cancellato una carriera ricca di soddisfazioni, iniziata nel mitico Foggia di Zeman e proseguita nella Lazio di cui è stato per anni una autentica bandiera.
Per lui i tifosi biancocelesti scesero in piazza per impedire l’allora patron Sergio Cragnotti a venderlo al Parma di Callisto Tanzi. Vicecampione del Mondo con l’Italia nel 1994, Signori vanta 28 presenze in azzurro. È al nono posto nella classifica dei calciatori più prolifici di sempre nella storia della Serie A con 188 gol. —
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