La manifestazione
Quel Ceferin che parla con le anziane
Mi piacerebbe conoscere l’anziana signora che ha fermato per strada e ringraziato il presidente della Uefa Ceferin per aver messo al bando la Superlega. Che spettacolo! La signora, dico. Spero non lo abbia abbracciato, ancora non si può causa Covid. Comunque, ormai siamo alle Crociate del pallone: il calcio dei ricchi contro il calcio dei poveri. Ma fatico a immaginare il signor Ceferin C, un nome che rievoca una pastiglia per il mal di gola, nei panni di un nuovo Goffredo di Buglione. Mi viene il dubbio che sia stata la stessa signora del paese di Ceferin a urlare l’altra sera la sua gioia per la vittoria del Chelsea in Champions League contro quei ricconi, scialacquatori, degli sceicchi del City. Magari avrà messo anche la bandiera dei Blues fuori dalla finestra. Ma qui siamo alla circonvenzione di incapace. Tanto per riposizionare le cose: è vero che il City ha speso quasi un miliardo in cinque anni, ma sapete quanto ha speso il Chelsea del magnate russo Abramovic solo negli ultimi due mercati, estivo e invernale? La modica cifra di 237 milioni di euro. E allora di cosa parliamo? Fra Ceferin e le vecchie signore che conosce lui, non so chi stia mistificando di più la realtà. O se l’una sia la proiezione dell’altro. Se si facessero meno interviste in ginocchio, forse il signor Ceferin le sparerebbe meno grosse: in genere le squadre vincono quando hanno grandi giocatori e i grandi giocatori costano. È vero, il calcio sta per essere travolto ma i debiti e il gigantismo sono stati provocati dalla politica folle e dalla insensata gestione degli ultimi anni della Fifa e dell’Uefa. Dov’era Ceferin? Come mai l’anziana signora non ha dato l’allarme prima e non gli ha suggerito di adottare le riforme e le regole necessarie per fermare e ridimensionare questa bolla ormai fuori controllo? Il tema è enorme e spero venga affrontato prima possibile, la Superlega è usata solo come uno specchietto per le allodole e le anziane signore. Gli effetti della crisi sono sotto gli occhi di tutti anche in Italia e forse non è stato ben compreso quello che sta succedendo all’Inter campione d’Italia. È come se un comune mortale in difficoltà economiche avesse dato in pegno il suo appartamento. Per riaverlo, dovrà restituire tutto entro tre anni con un interesse attorno al dodici per cento. Come farà? Non a caso si parla di cessioni eccellenti come quelle di Hakimi o di Lautaro. Prima faccio la squadra, poi la distruggo. Per non parlare del Milan che da tre anni è nel portafogli di un fondo di investimento. È doloroso lasciare partire un ragazzo come Donnarumma, ma a fronte delle folli cifre richieste non c’era altra strada. Donnarumma è il frutto malato del Raiolismo e di questo calcio con regole superate. E poi tutti dicono investite sui settori giovanili… Sono dalla parte del Milan, ma cosa hanno fatto in questi anni alla Uefa per arginare lo strapotere dei procuratori? Lo sapete che Raiola fattura attorno agli ottanta milioni di euro? Ma la crisi tocca anche la Juve, l’unica società italiana nelle mani della stessa famiglia e in grado di dare continuità. I conti sono insostenibili al punto che si sta cercando di chiudere con un anno di anticipo l’accordo con Ronaldo. Trenta milioni di stipendio netti non hanno più senso e sono ormai insostenibili: così la Champions non la vinci. E qui c’è anche un discorso tecnico. Forse è stato avventato pagare una cifra del genere per un giocatore all’epoca di 34 anni, che per il suo essere Ronaldo condiziona troppo allenatori e squadra. Le partite da solo non le vince più e la squadra attorno è diventata ogni anno meno forte. Allegri ha già chiesto di costruire la nuova Juve attorno a Dybala. Come finirà? Male, se Ceferin continuerà a sentire l’anziana signora del suo paese. La Superlega non va bene, ma il calcio va ridimensionato e modernizzato in fretta. Le Crociate del pallone andrebbero fatte per questo e non per far la guerra a club come Real, Barcellona e Juve ben sapendo che portano sponsor come nessuno, muovono tifosi come pochi altri e sarà quasi impossibile batterli nei tribunali. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
