Sicurezza
Serie A, i conti che non tornano: con il Covid 8,5 miliardi di fatturato in meno
L’emergenza sanitaria si è fatta sentire anche nel dorato mondo del pallone. Non tanto sul campo quanto nel giro d’affari che vi ruota intorno
L’emergenza sanitaria si è fatta sentire anche nel dorato mondo del pallone. Non tanto sul campo, sono state giocate il 99 per cento delle partite programmate, quanto nel giro d’affari che vi ruota intorno.
Il Covid-19 ha invertito la tendenza virtuosa che si era messa in moto prima dell’emergenza sanitaria; nei sette anni precedenti la pandemia, infatti, il movimento aveva sempre prodotto utili, passando dai 323 milioni del 2013 al miliardo del 2019, secondo miglior risultato di sempre, dopo quello del 2017.
Utili cancellati dal virus, che ha imposto anche un brusco stop al fatturato, in crescita negli ultimi due decenni, riportando il calcio indietro di alcuni anni, almeno a livello economico, minando alla base tutti i benefici apportati ai conti della società dal tanto celebrato “Fair play” finanziario.
SEGNO MENO
Adesso, dopo sette anni, torna a comparire il segno meno, ancora non quantificabile con esattezza ma sicuramente molto elevato. Una prima stima la fotografa un report di Kpmg, società svizzera specializzata nella consulenza manageriale e fiscale, secondo la quale il calo del fatturato sarà di 8, 5 miliardi di euro, con un deficit di un miliardo che i proprietari dovranno ripianare, proprio a causa dell’emergenza sanitaria.
Un calo che diventa fortissimo in percentuale, con il fatturato che scende di un 30-40 % in meno. Senza che ci sia stata, ovviamente, una correlata diminuzione delle spese.
RICAVI DA STADIO AZZERATI
La prima voce venuta meno è quella dei ricavi da botteghino; vero che si sono disputate quasi tutte le partite in calendario, altrettanto che la stragrande maggioranza di esse si sono tenute senza pubblico, causando un buco nei bilanci societari di circa 4 milioni di euro, tenuto conto che si parla di oltre 200 milioni di biglietti staccati in meno.
Un calo percentuale di oltre il 90 %, il più evidente, ma non l’unico, causato dalla pandemia.
Sono infatti calati anche i ricavi delle sponsorizzazioni e del marketing, per complessivi 5 milioni di euro. Ed è andata bene, tenendo conto della grave crisi che ha attanagliato il mondo imprenditoriale.
DIRITTI TV
Un bel colpo lo hanno preso anche i diritti Tv; nonostante i campionati siano terminati quasi tutti, tra quelli più importanti a fermarsi è stata solo la Ligue 1, si sono ridotti di circa 1, 4 miliardi di euro. Un calo che ha fatto male, molto male, soprattutto a quei campionati che sono legati a doppia mandata ai diritti televisivi, come la nostra Serie A.
E infatti il nostro sistema è insostenibile; spende più di quanto ricava. Il deficit è stimato infatti in oltre 700 milioni, mentre Liga e Bundesliga vantano un bilancio in attivo.
Il rimedio? Fare finalmente squadra e ridurre l’indebitamento, agendo in primis sugli stipendi dei calciatori, da sempre sovradimensionati rispetto alle potenzialità del nostro movimento.
Sarà un caso che la Juventus stia pensando di salutare CR7, uno da 35 milioni di stipendio, ed il Milan, che, con l’ingaggio del portiere Maignan dal Lille, abbia di fatto messo alla porta Donnarumma, spaventato dalla sua richiesta di 12 milioni annui di ingaggio? –
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