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Studio e passione nel suo calcio: perché Spalletti è l'uomo giusto per il Napoli

David Biuzzi
Luciano Spalletti
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Luciano Spalletti

L’incognita vera per l'allenatore toscano sarà il rapporto con Aurelio De Laurentiis

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Forse all’inizio qualcuno penserà ancora di trovarsi di fronte a Gianmarco Tognazzi, l’attore che gli ha dato volte, voce e anima (magistralmente, e chi conosce l’originale lo sa) nella serie tv sulla storia di Francesco Totto (“Speravo de morì prima”) e del suo turbolento addio al calcio giocato. E invece no, stavolta in scena ci torna l’originale, il vero Luciano Spalletti.

E lo fa, come copione impone, dalla porta principale. Da Napoli, dove riprenderà il discorso interrotto all’Inter (con una qualificazione in Champions che cotò la Serie A al “suo” Empoli) e dove riproporrà il suo calcio fatto di studio, innovazione ma anche di una passione senza fine. È così, Spalletti. Dietro al personaggio c’è la persona. Forte, fisicamente e non solo, sanguigna, capace di gesti e scelte forti. Tipo emarginare il Pupone, re di Roma, a casa sua, ma anche spogliarsi completamente davanti ai suoi giocatori, come si vede nella fiction, per caricare l’ambiente. Tutto vero, tutto visto e vissuto anche nelle sue precedenti esperienze. E in qualche modo leggibile anche attraverso alcune memorabili dichiarazioni pubbliche, in cui ricerca toni e vocaboli salvo poi arrendersi alla toscanità che lo contraddistingue.

Sulla carta, insomma, non solo il tecnico ma anche la persona giusta per una piazza, quella di Napoli, che di passione ne ha da vendere. Che ha amato tantissimo un altro allenatore delle stesse parti, Maurizio Sarri, che in comune con Spalletti non ha solo la capacità e il timbro di qualità del passaggio a Empoli, ma anche diversi tratti.

Proprio come per Sarri, dunque, l’incognita vera sarà il rapporto con il boss, con Aurelio De Laurentiis. Altro personaggio niente male, altro tipo schietto e capace di infiammarsi e infiammare. Con il primo il sottile equilibrio ha retto, ha prodotto grande calcio e un quasi-scudetto che non è diventato realtà ma anche ha acceso la fantasia e il cuore di un popolo. Non sarà una storia semplice, insomma, ma anche quelle complesse sono capaci di scrivere pagine importanti. Dovranno imparare a conoscersi, Spalletti e De Laurentiis, e a convivere con i rispettivi vizi e le rispettive virtù. Un copione affascinante, se non altro. Di sicuro il tecnico ha le spalle abbastanza larghe per riuscirci. Anche se finora, forse non ha mai condiviso il cammino con un presidente così forte, a volte anche ingombrante.

Magari tornerà utile uno dei suoi motti d’inizio carriera: «Il calcio ti da il pane e la sassata». Basta fare la scelta giusta. —

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