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I dubbi di Conte e le tre richieste che farà a Zhang

Enzo Bucchioni
Antonio Conte: il suo stipendio è di 12 milioni
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Antonio Conte: il suo stipendio è di 12 milioni

Il commento. Il tecnico sa che non potrà chiedere giocatori di prima fascia, ma con qualche scambio o con cessioni da lui approvate, fare mercato sarà possibile

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Archiviati i festeggiamenti, il nuovo interismo è un interrogativo inquietante: Conte resta o non resta? Confesso, non lo so. Ma sono in buona compagnia, credo non lo sappia neppure lui. Non ha ancora deciso e non deciderà fino a quando non avrà certezze sul futuro dell’Inter. Già oggi? Possibile, probabile. L’incontro con il presidente Zhang è nell’agenda nerazzurra e soltanto dopo questo faccia a faccia l’allenatore potrà capire quale strada prendere.

La domanda delle domande che Conte farà a Zhang, quella decisiva, è una e una sola: l’Inter vuole continuare nella sua crescita, ha ancora la forza economica per puntare a obiettivi ambiziosi o con questo scudetto finisce la storia cinese? E’ difficile ipotizzare una risposta. La situazione economica dell’Inter è complessa da molto tempo, con Moratti si è rischiato il fallimento. Gli anni di Thohir sono serviti a ristrutturare il debito, a garantire liquidità e rimettere la società in piedi economicamente. Zhang ha speso molto per comprare e investire, ma i conti sono peggiorati, parte della esposizione resta, la crisi ha ridotto i ricavi e la decisione del governo cinese di vietare investimenti all’estero ha complicato il tutto.

La storia degli ultimi mesi è nota: la cassa era sostanzialmente vuota. Sono stati rinviati gli stipendi, sono slittati tutti i pagamenti per trovare una via d’uscita che è arrivata la settimana scorsa. Zhang ha fatto un accordo con un fondo di investimento che, in estrema sintesi, ha anticipato 270 milioni utili per la gestione, che dovranno essere restituiti in tre anni al tasso (enorme) del dodici per cento. L’Inter è salva, entro il 30 giugno saranno chiuse le esposizioni, ma quale futuro l’aspetta? Che margini di manovra avrà Zhang? Quanti buchi della cinghia dovranno essere tirati?

Conte, in sostanza, chiederà tre cose: 1) L’assicurazione che nessun giocatore importante della rosa attuale sia ceduto per fare cassa o plusvalenza. 2)L a conferma della volontà dell’Inter di restare protagonista con programmi ambizioni in Italia e in Champions. 3) La certezza che saranno scongiurate situazioni simili a quelle vissute di recente che possono incidere sulla serenità dei giocatori e quindi, in sostanza, nel suo lavoro.

La sensazione è che i 270 milioni siano una bella iniezione di denaro (ovvio), ma anche di serenità. Conte sa che non potrà chiedere giocatori di prima fascia, ma con qualche scambio o con cessioni da lui approvate, fare mercato sarà possibile. Sacrifici, a lui come ai giocatori, saranno richiesti sotto l’aspetto contrattuale, è difficile ipotizzare che Conte possa continuare a guadagnare i 12 milioni netti che l’Inter gli darà fino al trenta giugno. Ma questo lo sa.

La cosa che più gli interessa in questo momento è alimentare la sua ambizione, il suo essere vincente. Conte vive di lavoro e di obiettivi, li deve coltivare, vuole sempre puntare più in alto. E’ un perfezionista che si nutre di adrenalina calcistica. Se la società e i giocatori lo seguono vengono fuori grandi cose. La normalità, l’accontentarsi o peggio il vivacchiare non sono il suo mondo. Chi è e cosa pensa Conte, il suo modus vivendi, ma anche operandi, credo ormai sia chiaro. Dare sempre tutto e di più è la sua forza, il suo slogan. La vittoria sull’Udinese è quasi simbolica. Da una partita praticamente inutile, ha tirato fuori obiettivi come i novanta punti o la classifica dei gol, che hanno dato la carica alla sua squadra.

Quindi? Il finanziamento arrivato in settimana lascia spazio a un rinnovo del contratto, ma i margini non sono molti. Lo ha fatto capire ieri Stellini, il fido vice che ormai è anche il suo portavoce. Conte vorrebbe rimanere per completare il lavoro, ma Zhang dovrà essere convincente.

Se l’obiettivo resta una grande Inter potrà ancora contare su di lui. Con i "mi-mu-ma" o le promesse sarà sicuro l’addio. Anche a costo di restare senza panchina, l’ha già fatto. --

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