La manifestazione
Pisa, la capitale dell’endurance: via al Mondiale
Equitazione, sabato a San Rossore uno spettacolo tra cavalli, pista e pineta
Daniele Conti
PISA- Per la quinta volta San Rossore ospiterà una prestigiosa tappa del mondiale endurance dove il rapporto fra cavaliere e cavallo si esalta nella resilienza e nella sfida che sono i valori di questo bellissimo sport. Grande rispetto, innanzitutto, per la natura e gli animali da parte dei partecipanti che provengono da 32 nazioni e 5 continenti che prenderanno il via alle ore 7.00 di sabato dall’ippodromo di San Rossore. Porte chiuse al pubblico per limitazioni dovute alla pandemia ma gli organizzatori, come per la cerimonia inaugurale svoltasi ieri sera in Piazza dei Cavalieri, hanno previsto una ampia copertura televisiva, web e social con ben 15 ore di diretta su Fei TV, su Unire sat (canale 220 Sky) e sul sito della Federazione Italiana Sport Equestri. Un modo per assistere i protagonisti del “Longines FEI Endurance World Championship 2021” a cominciare dal campione del mondo in carica Jaume Punti Dachs, in gara per difendere il titolo conquistato nel 2016 a Samorin (Slovacchia). Al via anche sua moglie Maria Alvarez Ponton (Spagna) campionessa del mondo nel 2008 a Terengganu (Malesia) e nel 2010 a Lexington (Usa) oltre ad Alex Luque Moral e Sheikh Nasser Bin Hamad Al Khalifa, rispettivamente medaglia d’argento e medaglia di bronzo a Samorin. Il percorso di questo mondiale endurance si struttura in 6 fasi su 4 giri diversi per complessivi 160 chilometri all’interno del Parco. Una location ideale, come afferma il patron di Sistema Eventi Gianluca Laliscia (campione del mondo 2010): «La cosa principale è la magnificenza di questa tenuta che sembra fatta apposta per ospitare le gare endurance soprattutto dal punto di vista tecnico. La grande peculiarità sono i terreni soffici, tra sabbioso ed erba, poi c’è l’ippodromo con le sue infrastrutture. Gareggiamo sotto la pineta con la brezza del mare che aiuta a mitigare la fatica. Lo dico da allenatore ed ex campione del mondo è difficile trovare una location chiusa così sicura come San Rossore. E quello che poteva sembrare un percorso monotono, in realtà non lo è perché i cavalli si disorientano e quindi i cavalieri devono essere capaci a montarli in un contesto di rara bellezza. In questi 5 anni con il Parco e l’Alfea abbiamo fatto un grande lavoro, oltre ai ritorni turistici sul territorio, nel preservare l’ambiente ed avere un grande rispetto della natura». —
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