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L’INCHIESTA DELLA PROCURA FEDERALE 

La bufera-rimborsi sul mondo arbitrale, presunte alterazioni: sospesi tre fischietti

La bufera-rimborsi sul mondo arbitrale, presunte alterazioni: sospesi tre fischietti

Pasqua, La Penna e Robilotta nei guai con quattro assistenti. L’Aia rileva incongruenze contabili, ora si attende il verdetto

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ROMA. Una tegola, improvvisa, sulla credibilità e il prestigio del sistema arbitrale italiano. Al momento è soltanto un’inchiesta, che però ha già portato alla sospensione di tre direttori di gara di primo livello, ma il danno d’immagine rischia di essere elevatissimo.

Intanto, c’è la notizia: tre arbitri della commissione nazionale della serie A sono stati sospesi, e con loro quattro assistenti. Una misura di carattere puramente cautelativo, ma inevitabile dopo che su segnalazione dell’Aia del neopresidente Alfredo Trentalange la procura della Figc ha aperto un’inchiesta per accertare presunte alterazioni sui rimborsi spese nel settore arbitrale.

I nomi degli arbitri coinvolti in questo pasticcio sono stati resi noti nel tardo pomeriggio di ieri: il più conosciuto è Fabrizio Pasqua, trentottenne arbitro della sezione di Tivoli, quindi Federico La Penna, 37 anni, di Tivoli, e Ivan Robilotta, 33 anni direttore di gara di Sala Consilina, tutti e tre della commissione che ha unificato di recente A e B.

Una nuova tempesta che si abbatte sul mondo dei direttori di gara, al termine di una stagione di transizione dirigenziale nella quale le polemiche sul campo sembravano sopite, almeno fino alle ultime giornate.

A turbare il nuovo presidente Trentalange, che aveva cercato di aprire una nuova fase fatta di trasparenza anche nei rapporti con i mezzi di informazione, e la sua nuova squadra dirigenziale in questi giorni non sono valutazioni e discussioni per Cagliari-Benevento o per Juve-Inter, ma due inchieste dell’ufficio guidato da Franco Chinè. La prima, emersa nelle settimane scorse, riguardava presunte alterazioni nelle graduatorie dei fischietti di serie B per la stagione 2019-2020, ed era partita dall’esposto di due ex arbitri.

La nuova parte invece da una segnalazione dalla presidenza Aia, guidata da febbraio 2021 da Trentalange. La conclusione del lavoro di indagine dei pm federali, cominciato oltre un mese fa, è atteso a giorni, e allora si capirà entità e dimensione dell’affaire, che certo stride con l’immagine di chi per mestiere è chiamato a far rispettare le regole. Un arbitro internazionale, il top della serie A, guadagna 150 mila euro l’anno; altra storia sono poi i rimborsi spese. A seguito di una segnalazione, in accordo con la presidenza dell’Aia, la Figc si è subito attivata promuovendo un’indagine interna ad ampio spettro per verificare eventuali irregolarità amministrative nella rendicontazione dei rimborsi a qualsiasi livello. In una nota, l’associazione arbitri ha fatto il punto su come tutto sia nato, sotto l’impulso di Trentalange: «La nuova presidenza dell’Aia in attuazione dell’obiettivo di maggior trasparenza dell’associazione, ha riscontrato delle incongruenze contabili nella compilazione dei rimborsi spese redatti di alcuni associati. Conseguentemente, nel rispetto dei poteri d’indagine, la presidenza dell’Aia ha inviato tutta la relativa documentazione alla procura federale il 21 aprile scorso», sottolinea l’Associazione italiana arbitri.

«Nell’attesa della conclusione delle indagini – aggiunge l’Aia – gli associati coinvolti nell’accertamento sono stati sospesi dall’attività tecnica». —

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di Redazione web