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CICLISMO: GIRO D’ITALIA 

Intramontabile Sagan, la perfezione fatta volata

Antonio Simeoli

A Foligno sfreccia il fuoriclasse della Bora Hansgrohe: oggi riposo, domani la frazione chiave sullo sterrato del senese

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È un Giro grandi firme, vecchie e nuove. Sì, a Foligno, alla Giostra della Quintana, la celebre rievocazione della tenzone medievale datata 10 febbraio 1613, rispunta un asso: Peter Sagan. Lo slovacco, tre volte campione del mondo, è il corridore dell’ultimo decennio, e quando sta bene non lo batti. Perché sulla strada scarica ancora una potenza incredibile e poi, ai microfoni, non è mai banale.

Sulla strada il capitano della Bora Hansgrohe batte Fernando Gaviria (Uae) e Davide Cimolai (Israel), dimostrandosi più lesto di tutti a mettersi sulla ruota del solito Juan Molano, quello che dovrebbe tirare le volate a Gaviria ma spesso sbaglia i tempi d’azione. C’è da mettere a posto l’affiatamento, così come dovranno parlarsi alla Cofidis Elia Viviani e il suo “pilota” Simone Consonni. Perché all’ultimo chilometro dove va uno non va l’altro e viceversa. Così Sagan ha seguito Molano e ha vinto a braccia alzate. Poi, da leader, ha ringraziato i suoi compagni. «Sono stati straordinari, corrono per me alla grande e sono riuscito a ripagare la loro fiducia. Ora ho la maglia ciclamino e proverò a portarla a Milano». Gli chiedono dell’amico Viviani in crisi: «Macché crisi, Elia è sempre lì, tornerà a vincere». La mini-tappa (139 km) si è infiammata al gran premio della montagna del Valico della Somma, 40 km dall’arrivo. I pretoriani di Sagan hanno dato gas per togliere di mezzo il maggior numero di sprinter possibile. E così Dylan Groenewegen (Jumbo), Tim Merlier (Alpecin) e, da ultimo, Giacomo Nizzolo (Qhubeka) si sono staccati facendo diventare la volata un affare per pochi. Da sabato non per Calab Ewan (Lotto): «Si è ritirato per un colpo al comodino? Io sono qui, sto bene al Giro e lotto», ride il vincitore.

Dato a Sagan quel che è di Sagan, il traguardo volante di Campello sul Clitunno, 19 km all’arrivo ha infiammato i big. In palio briciole: 3,2, 1 secondo di abbuono. Per le briciole i due titani, Egan Bernal e Remco Evenepoel e i loro squadroni, la Ineos e la Decenunck se le sono date di santa ragione. Filippo Ganna accelera, “il fenomeno” belga accende il turbo, Jhonatan Narvaez gregario di Bernal lo batte allo sprint. Evenepoel guadagna un secondino, poi tende la mano a Bernal che ricambia. È vero, si conteranno a minuti forse i distacchi sulle montagne, ma questo anteprima di battaglia ci piace. «Tappa veramente dura – spiega la maglia rosa – non me l’aspettavo così, ma abbiamo salvato la giornata, questo è importante. Remco dà battaglia? Questo è il Giro, e non cominciate a parlare di duello, ci sono tanti avversari che rispetto». Vincenzo Nibali (Trek), compreso. Partito a rincorrere una condizione precaria per la frattura al polso, il campione è sempre lì lotta, tiene davanti Giulio Ciccone. —





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