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Gli agenti senza limiti Quasi un miliardo di “procure” in 5 anni 190 milioni dalla Juve

Gli agenti senza limiti Quasi un miliardo di “procure” in 5 anni 190 milioni dalla Juve

Mendes, Raiola, Pastorello e gli altri hanno sempre più potere Intanto la Figc fa slittare di un mese il termine per pagare gli stipendi 

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Gli agenti sportivi, o procuratori che dir si voglia, hanno pesato per quasi un miliardo di euro sulle casse dei club italiani nelle ultime cinque stagioni. Uno sprpoposito, una delle tante stortura, forse la più evidente, di un calcio che ormai non si sostiene più e rischia seriamente di implodere. 913 mlioni la cifra esatta terminata nelle tasche dei procuratori, l’Italia in questa voce è seconda soltanto alla Premier League inglese, che a sua volta ha speso 1,417 miliardi di euro come “gabella” sui trasferimenti.

Poco da dire, gli agenti sono diventati i veri padroni del calcio. Quelli che orientano i tgrasferimenti, ne dettano tempi e modi, fissano ingaggi e soprattutto le percentuali. E così quelli che un tempo altro non erano che oscuri intermediari al servizio dei club adesso hanno preso il sopravvento: come nel caso di Jonathan Barnett, capo della Stellar Group, che nel 2020 ha incassato 116,9 milioni in commissioni su un giro d’affari di 1,15 miliardi di dollari. Seguono poi il potentissimo portoghese Jorge Mendes, a capo della Gestifute il cui fiore all’occhiello è Cristiano Ronaldo, quindi Mino Raiola che gestisce tra i molti campioni anche Ibrahimovic e Donnarumma , Volker Struth e Federico Pastorello.

Quasi tutti questi procuratori incassano circa il 10% del valore totale dei contratti gestiti, e non sono certamente bazzecole. Secondo gli ultimi dati ufficiali, dal 2015, sono tre le società italiane che hanno superato i 100 milioni di euro in spese per i procuratori: Juventus (190 milioni), Inter (circa 108 milioni) e Roma (103 milioni), seguiti poi dal Milan (94,6 milioni).

Sensazionale, in ogni caso, la crescita complessiva delle spese sotto questa voce dal 2015 al 2016: 84,442 milioni prima, 193,3 milioni l’anno successivo, balzo guidato principalmente dalla crescita verticale dei versamenti della Juventus, passata da circa 6,4 milioni del 2015 ai 52 milioni del 2016.Curioso, tra le big, il caso della Lazio, che risulta una delle società più parsimoniose, mentre d’altra parte sorprende la spesa del Parma, considerando i soli tre anni passati in Serie A dal 2015.

STIPENDI SLITTATI

Uno stipendio slittato di un mese: la Figc manda un segnale alla Lega di A. Non quel taglio drastico che chiedevano alcuni club (slittamento di sei mesi) ma un passo verso le società in crisi dopo un anno e mezzo di pandemia. Il rischio, denunciano molti dirigenti di club, è il default. «E' un principio che non condivido»: è stato molto chiaro il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, specificando che «è in contraddizione con altri comportamenti. Ma in momenti di straordinaria eccezionalità dobbiamo tenere conto della difficoltà, bisogna usare anche un pò di buonsenso. E spostare di un mese una mensilità mi sembra di buonsenso. Molte società hanno già pagato marzo, aprile e addirittura maggio. Il principio comunque non mi piace». Certo, al di là delle richieste della Lega, la situazione è complessa se emblematicamente l'Inter neo campione d'Italia discute con Zhang una riduzione forte dei costi. Così il Consiglio federale di ieri ha istituito un tavolo tecnico per la crisi economica dei club professionistici. L'iniziativa è nata al fine di «approfondire le soluzioni più urgenti e favorire le condizioni ideali affinché il sistema torni in sicurezza». La prima riunione, con la partecipazione delle leghe, dei club, delle componenti tecniche e di alcuni rappresentanti dei club, è stata convocata per venerdì prossimo. In quella stessa data, Gravina auspica che possa partire anche la discussione sulla riforma dei campionati. In particolare, sarebbe il primo step che dovrebbe portare poi la Serie A a una riduzione delle squadre, da 20 a 18.une anche per altre federazioni - ha concluso il capo del calcio italiano - così come i play off e play out. Significa che siamo stati precursori dei tempi. Già da venerdì potrebbe essere il primo passo per discutere di questa riforma». —

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