Il dolore
Iachini esonerato? La colpa è la mia
Sono passati cinquantacinque anni dalla piena dell’Arno che ha sommerso Firenze e in tutto questo tempo credo che nessuno mai abbia tracimato come il presidente della Fiorentina Rocco Commisso
Sono passati cinquantacinque anni dalla piena dell’Arno che ha sommerso Firenze e in tutto questo tempo credo che nessuno mai abbia tracimato come il presidente della Fiorentina Rocco Commisso. I bersagli di Rocco sono tanti: dai fiorentini che non hanno i soldi per comprare o mantenere la loro squadra del cuore alle istituzioni, che tengono da vent’anni una gru nel cielo di Firenze, a pochi metri da Palazzo Vecchio, fino ai giornalisti di tutte le razze e di tutte le età, che sono in genere e per antonomasia “bugiardi”.
E dico poco. Ma questo ormai si dà per scontato: giornalisti bugiardi o giornalai (con tutti il rispetto per i giornalai) è quasi un luogo comune. Rocco però è andato oltre. Fra i nomi della sua personalissima black list c’è anche quello del vostro cronista, che mai avrebbe immaginato di essere degno di tanta ribalta e della citazione da parte di un uomo che vola altissimo negli Usa e possiede un patrimonio netto di 6,9 miliardi di dollari (cit. Forbes). In estrema sintesi: Commisso ha detto di aver esonerato Iachini per colpa mia. Invece, se Iachini fosse rimasto per tutto il campionato, la Fiorentina avrebbe fatto una grande stagione, la media-punti di tutte le sue gare in viola è da Europa League. Devo ammettere, non mi era mai successo. Mi dispiace per Iachini, ma qui siamo di fronte a un errore, uno scambio di persona o a un caso di omonimia. Non sono un dirigente, il direttore sportivo e men che meno il presidente della Fiorentina.
E’ tutto curioso e divertente, se non fosse decisamente antipatico. Di errori ne ho fatti tanti nel mio mestiere, ma non in quello di altri. Faccio il giornalista da quarant’anni e nessun manager di società ha mai chiesto un mio parere per esonerare un allenatore. Non avrei risposto. Come non risposi, una volta, al simpatico Vittorio Cecchi Gori, presidente della Fiorentina, quando mi telefonò chiedendo: “Che allenatore voi? Dimme un allenatore che to’ pijo”. Declinai ringraziando per la fiducia, forse anche lui aveva sbagliato persona. Di sicuro pure Rocco sta sbagliando. Due salvezze difficili in due anni sono lì a dimostrarlo, ma lui sbaglia ancor di più nel sentire il rumore dei nemici o ascoltare cattivi consiglieri.
Mi legge molto e ne sono onorato, segue il nostro “Tirreno” e ieri mi ha accusato di averlo chiamato Rocco Benito Commisso in un ritratto pubblicato qualche mese fa. E come avrei dovuto chiamarlo se all’anagrafe e per Wikipedia si chiama Rocco Benito? Non lo so, in tal caso non credo sia uno scambio di persona: è proprio lui. Vabbè. L’importante è che abbia salvato la Fiorentina e questo di sicuro è merito suo. E più importante ancora è che prenda un allenatore di personalità e faccia una squadra adatta a lui. Verba volant, dicevano i latini. E non sono parolacce. Se poi Rocco volesse avere un’idea di come fare bene calcio, segnalo l’impresa dell’Atalanta alla terza Champions consecutiva e soprattutto la salvezza dello Spezia, che resta in serie A grazie al bel gioco e all’organizzazione. Due squadre che sono la risposta italiana alla Superlega. —
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