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Finti ingenui e Champions dei più ricchi

Enzo Bucchioni
Neymar ha appena rinnovato il suo contratto con il Psg per 36 milioni l'anno
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Neymar ha appena rinnovato il suo contratto con il Psg per 36 milioni l'anno

Il commento. Nei giorni dedicati alla orribile e defunta Superlega, ne abbiamo sentite tante di baggianate, niente a che vedere con Baggio che è tornato a parlare

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Fanno rabbia (e sono buono) i finti ingenui, mentre per i veri ingenui ho tanta, sincera comprensione. Ma c’è ancora qualcuno che crede davvero al “calcio del popolo”, al pallone “che appartiene ai tifosi”? Ma mi facci il piacere, rispondo con le parole di Totò. Al massimo il calcio è un fenomeno popolare. E questo è un altro discorso.

Nei giorni dedicati alla orribile e defunta Superlega, ne abbiamo sentite tante di baggianate, niente a che vedere con Baggio che è tornato a parlare. Ovvio. Baggianate senza ritegno e senza pudore per poi accorgersi che in finale di Champions League, per la seconda volta nel giro di tre anni, ci sono due squadre inglesi. Dopo Liverpool-Tottenham, come sapete, questa volta è toccato al Manchester City di Guardiola e al Chelsea di Tuchel. Se andiamo dietro a Ceferin e a molti altri mistificatori, queste due società dovrebbero avere i conti a posto, il fair play finanziario rispettato in pieno, tanti giocatori provenienti dai vivai e robe del genere. Ma quando mai? Il City, tanto per dire, negli ultimi anni ha speso un miliardo e duecento milioni (euro più, euro meno) per fare mercato e appartiene allo sceicco Mansour che ha un patrimonio personale di 19 miliardi di euro, membro della famiglia reale di Abu Dhabi. Il Chelsea è del magnate russo Roman Abramovich che di miliardi, invece, ne vanta soltanto 9,3 (poverino) e nell’ultima campagna acquisti ha speso per più di duecento milioni di euro. Ma di cosa stiamo parlando? E poi City e Chelsea giocano in Premier League, un campionato che vale 5,5 miliardi di euro, il più ricco al mondo. Per caso, sarà mica che in genere vincono le più ricche e in genere sempre le solite? Andrebbe avvertito Ceferin, prima che cada dal pero. E chiedetegli pure come mai non ha detto una parola sul contratto di Neymar, rinnovato a 36 milioni di euro netti l’anno. Di questi tempi sembrano una follia, ma l’assegno lo firma Al Khelaifi, sceicco del Qatar, dove si giocheranno i mondiali.

E allora? Il Mostro malato di gigantismo, bulimico di soldi, l’hanno creato loro, i signori dell’Uefa, nel famoso laboratorio svizzero di Nyon. La Superlega può essere al massimo un processo degenerativo, ma è stata l’Uefa a creare e alimentare un sistema che oggi non regge più e nessuno trova la formula giusta per salvarlo. Non credo che alla fine Real, Barcellona e Juve saranno penalizzate o escluse dalla Champions. La guerra è appena cominciata, è una lotta di potere che coinvolge anche la Fifa (contraria alle sanzioni) e alla fine potrebbe perfino uscirne un calcio migliore. Almeno lo speriamo. Alle spese folli andranno applicate regole e contrappesi, ma ormai il pallone è questo e tocca all’Uefa trovare la ricetta per ammansire il Mostro.

Ripensando poi a City-Chelsea, mettendo a confronto la Premier con il nostro campionato, il rischio è la depressione calcistica totale. Sono passati diciotto anni dalla finale tutta italiana fra Milan e Juventus, la serie A di miliardi ne incassa a malapena uno e quando i soldi c’erano li abbiamo sperperati comprando mezzi giocatori, arricchendo i procuratori, abbandonando i settori giovanili, senza un progetto, senza un’idea. Se il calcio è nudo, in Italia è pure peggio.

L’ultimo misfatto. Tutti i nostri dirigenti si sono scagliati con veemenza contro la Superlega dei ricchi, al grido “il calcio è anche delle piccole squadre”, “tutti devono giocare con il sogno di vincere contro chiunque”. Che cuore! Bravi! Salvo poi varare la nuova Coppa Italia riservata alla A e B e che esclude la serie C e le squadre minori. Una Supercoppa Italia. Per un pugno di euro o per incapacità? Fate voi. Se il calcio è popolare, questi signori, da Gravina a Dal Pino, di sicuro sono impopolari. —

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