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Vignali scala il trono di Pancalli al vertice dei paralimpici

A lessandro Tabarrani
Vignali scala il trono di Pancalli al vertice dei paralimpici

MASSESE, EX GRANDE ATLETA, SI LANCIA NELLA POLITICA SPORTIVA 

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A lessandro Tabarrani

Quando si è abituati a lottare, nulla è impossibile. Lo sa bene Fabrizio Vignali, atleta apuano che si è candidato alla presidenza del Comitato Italiano Paralimpico, con il sogno di succedere a Luca Pancalli. Classe 1965, nato a Marina di Massa ma residente a Carrara, ha tutta la voglia del mondo di mettere a disposizione nel campo della disabilità ma non solo, la sua esperienza che dal 2006 lo vede combattere come un leone contro la sclerosi multipla. Una notizia che può avere un effetto devastante per chiunque; tuttavia, Vignali, con un passato nel podismo, ha affrontato la malattia (la “bestia” come la chiama lui nel suo libro “Sei caduto, rialzati !”) rientrando nel mondo dello sport e aggiungendo la bici alla corsa con risultati notevoli nel duathlon. Semplicemente, decide di non mollare. A 41 anni riprende ad allenarsi partecipando alle mezze maratone, nel 2009 conquista un titolo europeo di duathlon paralimpico, bissato dai successivi due ori mondiali, ricevendo dal Coni la medaglia d’oro al valore sportivo. Ma ancora non basta: Fabrizio decide di passare al triathlon e, nel 2011, partecipa alla importantissima International Triathlon di Bardolino, competizione di grande livello non paralimpica, nella quale riesce a superare un ulteriore, dura prova, non arrivando mai ultimo. Dopo il suo ritiro dalle competizioni nel 2015, ecco ora questa nuova e stimolante avventura per conquistare il ruolo principale nel Comitato Italiano Paralimpico. Le elezioni sono state fissate al 25 maggio. «Voglio bene alle persone che soffrono – ha spiegato Fabrizio – e voglio cercare di fare tante cose per loro, voglio farle divertire e ridere, e lo sport in questo senso è importante. Mi sono voluto candidare soprattutto per la mia città, questo tengo a sottolinearlo». Una forza di volontà mica da ridere. «La disabilità ti porta a reagire con forza. Tante persone si nascondono e altre invece urlano, come il povero Zanardi che urlava la gioia di non arrendersi. C’è anche chi si presta a dare una mano a quello più sofferente come feci io durante la mezza maratona di Fucecchio, dove portai in braccio al traguardo una ragazza, Josephine, disabile che non poteva camminare». Non gareggiando più, Vignali vorrebbe rendere la vita migliore ai disabili nel mondo dello sport. «Ci sono ancora tante cose da fare per la disabilità, siamo ancora indietro rispetto a molte altre nazioni. Si dovrebbe incominciare a rivedere gli impianti sportivi perché per come sono stati costruiti mettono in difficoltà un disabile, quando basterebbero dei piccoli accorgimenti per aiutarlo. Insomma, tante volte anche a me, che sono disabile, è capitato di dover dare una mano ad un altro disabile e questo non va bene. Bisogna rimetterci in pari con gli altri paesi sotto questo punto di vista"". Già di per sé, la figura di Fabrizio Vignali dà importanti garanzie come testimoniato dalla sua storia. Non sarà facile battere Pancalli che da tanti anni è presidente del Comitato, però è giusto provarci. —

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