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Bellinazzo: mossa per le tv, questo format rendeva un decimo della FA cup...

Alessandro Guerrieri
Bellinazzo: mossa per le tv, questo format rendeva un decimo della FA cup...

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Alessandro Guerrieri

Marco Bellinazzo, giornalista de “Il Sole 24 ore”, e scrittore, è forse il maggior esperto di economia applicata allo sport. Con la sua competenza, ci aiuta a capire il perchè del cambio di format della Coppa nazionale.

Qual è stato il motivo del cambio di format della Coppa Italia?

«Sono stati essenzialmente due; il primo fa riferimento alla necessità di rendere la manifestazione più appetibile e televisivamente più allettante fin dai primi turni, anche se va detto che la formula attuale era congegnata in modo tale da far arrivare le big alla fase calda della manifestazione, per aumentarne l'appeal mediatico. E' in questa ottica che va letta la scelta di far scendere in campo fin dal primo turno, a metà agosto, 12 squadre della massima serie, anche se non le più blasonate. Una scelta dovuta anche al fatto che tra poco andranno all'asta i diritti della manifestazione per il prossimo triennio.

La seconda motivazione deriva dalla situazione difficile del calendario; con il cambio di format si liberano delle nuove date, utilissime qualora la nuova Champions League prenda il via prima del 2024, come attualmente è previsto. Di sicuro è una scelta in controtendenza, a maggior ragione dopo le recenti polemiche per la nascita, poi abortita, della Superlega, e con un approccio non coerente con un piano di sviluppo della Coppa nazionale, che avrebbe dovuto avere come modello di riferimento la FA CUP inglese, alla quale invece partecipa tutto l'universo del calcio d'oltremanica».

Quanto vale la Coppa Italia il termini economici?

«L'ultimo contratto vale 35,5 milioni; tanto per capire, un decimo di quanto genera, tra diritti televisivi e sponsor, la FA Cup, che ha un format opposto a quello della Coppa Italia, con sorteggio integrale e senza alcuna protezione per le teste di serie».

Il cambio format aumenterà il valore della manifestazione?

«E’ difficile prevederlo adesso, dipenderà dall'esito dell'asta e se ci sarà, o meno, l'interesse di un grippo come Mediaset.

Certo che l'audience delle ultime stagioni è stato molto elevata, e ciò potrebbe far aumentare il valore dei diritti televisivi della manifestazione. Ma anche se così fosse, non valeva la pena fare questa scelta, di netta cesura con la tradizione del torneo.

Doveva essere privilegiata la scelta opposta, eliminando il doppio turno e scegliendo il sorteggio integrale; ciò ne avrebbe aumentato l'incertezza ed il fascino, sulla scorta di quanto accade nella FA Cup. Invece dalla prossima stagione, si perderà quella poesia che, ciclicamente, ci regalava il sorprendente cammino di squadre provenienti dalle serie inferiori; penso a quanto fatto negli anni scorsi da Novara, Alessandria e Pordenone». —

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