Gioco
La bottega di mastro Corsi: «Il nostro segreto? Creare gioielli e venderli in tutta Europa»
Il presidente dell'Empoli dopo la settima promozione: «Non possiamo trattenere i campioncini più di due anni .Dionisi e Accardi resteranno, così avremo un futuro in A»
EMPOLI. «Dionisi? Ha un contratto, non ne abbiamo parlato. Credo che gli manchi poco per diventare un grande allenatore ma anche il fatto di passare attraverso le pressioni. Non mi aspetto che il Napoli faccia come ha fatto con Sarri. De Laurentiis mi chiamò a gennaio per i complimenti dopo la partita di Coppa Italia. A lui ci tengo». Lo ha detto ieri Fabrizio Corsi, presidente dell’ Empoli, che rimarca: «Dionisi, Sarri o Spalletti, chi meglio al Napoli? Dionisi lo vedo all’ Empoli. Se Spalletti o Sarri arrivano a Napoli sono contento per loro e per il Napoli. Se De Laurentiis chiamasse per Dionisi stavolta gli direi di no, credo che sia la cosa più intelligente per tutti. Una cosa è gestire 10 sconfitte all’ Empoli, un’altra è gestire 3 pareggi a Napoli».
Il presidente sale per la settima volta dal Purgatorio al Paradiso con il suo Empoli. Un record. «Non so come facciamo a tornare sempre in serie A, il territorio è piuttosto depresso come in Italia e in Europa. Abbiamo costruito un qualcosa di particolare nel nostro ambiente, c’è una filosofia del settore giovanile in cui i ragazzi si valorizzano e si vendono. Sappiamo bene che se abbiamo un ragazzo forte non possiamo trattenerlo più di 1-2 anni, altrimenti si fanno degli errori che ho fatto anche io. Abbiamo 3-4 giocatori importanti, del 2002 che ci fanno pensare che abbiamo un po’ di presente e un po’ di futuro – spiega Corsi – la Primavera è al 6° posto in campionato con 2 partite in meno, in quel gruppo lì ci sono dei giocatori che faranno una carriera. Non so se nell’ Empoli, nella Sampdoria o nel Napoli.
L’ Empoli è un esempio virtuoso di calcio _ spiega Corsi, senza neppure fingere di nascondere il proprio orgoglio – basti pensare alle promozioni ottenute, sette, e alle partecipazioni in Serie A per una città di queste dimensioni (42 mila abitanti). Abbiamo dato tanti calciatori a squadre professionistiche in tutta Europa. Nel nostro progetto vedo ancora tanta continuità, il gruppo è fantastico, così come il mister e il direttore sportivo. Sono speciali per la passione, per la qualità e quantità di lavoro che svolgono. A meno di cose straordinarie penso che il ds Accardi rimarrà. Gli ho affidato la squadra cinque anni fa e si è rivelato ancora più bravo di quello che pensavo. Mister Dionisi è bravo: è riuscito a migliorare i ragazzi attraverso il lavoro settimanale ma è stato bravo anche a gestire il gruppo durante tutto l'anno. Noi vorremo mantenere entrambi ma so che del buon lavoro che hanno fatto si accorgono anche gli altri».
E Dionisi? Come accaduto in precedenza per Sarri e Spalletti, le chimere delle grandi iniziano a suonare per il giovane tecnico. «Non pensavamo di arrivare a questo risultato così, siamo la squadra più giovane – spiega l’allenatore – il merito è di tutti, non di un singolo. Quando si ottiene un risultato del genere è merito di tutti, dai magazzinieri che non si vedono mai fino a tutte le figure della società. Non avevo mai vinto nulla da allenatore e ora mi ritrovo primo in Serie B. Grande merito a questi ragazzi. Dedichiamo la vittoria ai tifosi. Un pensiero anche a mia madre che non c'è più».
«Devo ancora realizzare quanto è successo. Sono stati due anni impegnativi - ha sottolineato il direttore sportivo Pietro Accardi -. Siamo stati una grande famiglia e questo è il giusto riconoscimento per ciò che abbiamo fatto». «Questa promozione nell'anno della pandemia – ha commentato il sindaco di Empoli Brenda Barnini –. rappresenta una rinascita simbolica per tutta la nostra città e spero sia di spinta per una ripartenza di tutta la nostra zona». —
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