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Roma si incendia ancora: non è Nerone, è Mourinho «Un sogno, non svegliateci»

Roma si incendia ancora: non è Nerone, è Mourinho «Un sogno, non svegliateci»

La mossa a sorpresa dei Friedkin: triennale a 7 milioni per il portoghese «Parlando con il ds Pinto ho capito che le ambizioni di questo club sono le mie»

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ROMA. C’è chi sogna la fine dell’epoca degli zero tituli, visto che la Roma non vince qualcosa dal maggio del 2008, chi invece, più disincantato, si augura che José Mourinho non faccia la fine di Helenio Herrera. Ovvero un altro celebre allenatore campione d’Europa con l’Inter, e un galvanizzatore come il portoghese, che in giallorosso non si confermò tanto Mago.

Attendendo i responsi del campo, di sicuro c’è che il contropiede dei Friedkin, con l’annuncio a sorpresa dell’arrivo di Mou come successore di Paulo Fonseca, da luglio e con contratto triennale (7 milioni annui più bonus) p, si è rivelato un vero e proprio “bombazo”, come l’hanno definito i media spagnoli, e la notizia ha fatto il giro del mondo tra prime pagine virtuali e commenti di ogni tipo. E dal Portogallo, patria del tecnico, fanno sapere che quello tra Mourinho e la Roma sembra un matrimonio perfetto, e trova spazio perfino il «Daje Roma» postato dal tecnico.

Ora però Mourinho, reduce da tre esoneri consecutivi in Premier League, dovrà ritrovare la strada delle vittorie, aggiungendo trofei alla sua bacheca personale che già ne contiene 25. Sulla voglia di tornare ad essere davvero lo “Special One” garantisce il diretto interessato. «Dopo essermi confrontato con la proprietà e con Tiago Pinto – ha spiegato – ho capito immediatamente quanto sia alta l’ambizione di questa società. Questa aspirazione e questa spinta sono le stesse che mi motivano da sempre e insieme vogliamo costruire un percorso vincente negli anni a venire».

Tutti pronti a resuscitare chi “sperava de morì prima”. La Roma giallorossa impazza, si scatena, urla di gioia sui social non credendo alle sue orecchie e al battito del proprio cuore. L’annuncio di José Mourinho sulla panchina romanista è arrivato con tutta la sua forza deflagrante, in una giornata grigia e incolore, con ancora le scorie di quel 6-2 di Manchester da smaltire, un finale di campionato da incubo e una mortificazione galoppante che ha infiammato le radio e accelerato l’addio annunciato a Fonseca.

I tifosi già si aspettavano l’arrivo di Maurizio Sarri, dividendosi tra chi era pro e contro l’ex tecnico bianconero, per poi farsi incantare dal colpo di magia della dirigenza Friedkin che ha trovato il modo di ridare in pochi minuti slancio e vigore alla società, balzata subito in borsa, al club e a una piazza sorpresa, incredula e quasi senza parole.

«Oggi me sembra che er tempo si sia fermato qui», scrive un appassionato sui social rievocando i versi di Roma Capoccia, tra gioia e felicità irrefrenabile e un lacrima di commozione. «Così de botto, senza senso, svejateme perché nun ce credo», aggiunge chi immagina che non sia tutto vero spiegando di avere ancora i brividi per l’emozione. L’etere ha preso a infiammarsi, le radio private hanno iniziato fin da subito a dare libero sfogo ai tifosi, ai vip, agli stessi politici di fede romanista che si immaginano un futuro giallorosso gonfio di sorrisi.

«Una scelta di primo livello che mi ha sorpreso positivamente. Speriamo che sia il Mourinho del Triplete e non quello degli ultimi anni più difficili», commenta Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, e noto tifoso giallorosso.

C’è chi considera Mou l’uomo giusto, i più scettici credono più ad un operazione di marketing, ricordando gli ultimi anni davvero poco “special” del tecnico portoghese. Che sa già come scatenare la passione. «La mia nuova cover del telefono. Forza Magica Roma», scrive Mou sul proprio profilo Instagram pubblicando la custodia del suo smartphone con la J e la M in giallo su sfondo rosso. Un altro colpo a effetto di un personaggio che prova a rimettersi in gioco e stregare una pazza difficile, esigente, impaziente ma che vuole affidarsi a un uomo che non cede a compromessi. E tra i supporter nerazzurri, freschi di scudetto, c’è chi nutre una nostalgia profonda per l’uomo che regalò loro il Triplete. «Speravo de Mouri prima» chattano i tifosi interisti guardando Mou già in giallorosso. —

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