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La rinuncia al trequartista e il baricentro abbassato: così nasce la difesa d’acciaio

Francesco Donzella
La rinuncia al trequartista e il baricentro abbassato: così nasce la difesa d’acciaio

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Francesco Donzella

Dopo 11 anni l'Inter è tornata al trionfo grazie ad un campionato condotto egregiamente e concluso nel migliore dei modi. Oggi sembra un successo scontato, ma a fine girone d'andata i nerazzurri erano dietro i cugini che stavano guidando la classifica da inizio campionato, e lo scudetto sembrava dover essere assegnato solo nelle battute finali della stagione. Nella corso della stagione Conte ha fatto alcune modifiche che hanno permesso all'Inter di ingranare le marce alte, vincere gli scontri diretti tra gennaio e marzo, e staccare tutte le concorrenti

IL MODULO

In primis il cambio di modulo; l'Inter ha iniziato la stagione con un 3-4-1-2 nato nella ripresa di campionato post-lockdown, nel tentativo di esaltare Eriksen e di coprire in maniera diversa il centro del campo, non lasciando tutto il lavoro sporco alle punte. Alzare un uomo tra le linee, però, toglieva lo schermo davanti la difesa che il mediano nel 3-5-2 garantisce, e la difesa ne ha risentito nelle prime giornate, subendo troppi gol e dimostrandosi tutt'altro che affidabile. Il tecnico dei nerazzurri ha letto le difficoltà della squadra e non si è fatto problemi a tornare al 3-5-2, rimettendo Marcelo Brozovic al centro del villaggio e mettendo al suo fianco due mezzali meno creative ma in grado di coprire bene il campo, valorizzando al meglio Nicolò Barella.

BARICENTRO ABBASSATO

Il secondo step per lo scudetto riguarda invece il pressing alto dei nerazzurri, uno dei più studiati della Serie A. Il meccanismo lasciava a desiderare per alcuni errori difensivi che compromettevano l'intera struttura, portando l'Inter a perdere partite fondamentali come il derby d'andata. Contro le big, abili a giocare sotto pressione, il sistema interista non dava le giuste garanzie, e allora Conte ha deciso di abbassare il baricentro medio di qualche metro, rinunciare alla pressione alta se non dopo determinati "inneschi" (come un retropassaggio, oppure una palla sull'esterno), e abbassarsi a protezione della propria area. Così l'Inter è diventata impermeabile, giocando un girone di ritorno su livelli difensivi spaventosi; 0 gol subiti su Atalanta e Milan, uno solo contro la Lazio. Inoltre l'abbassamento del baricentro è stato funzionale anche per la fase offensiva dell'Inter; giocatori come Lukaku e Hakimi si esaltano in campo aperto, e partendo dal basso (sia con la tanto criticata costruzione, sia con i contropiedi) gli spazi si son moltiplicati portando a gol fondamentali negli scontri diretti come quelli di Lautaro nel derby di ritorno.

VARIANTE DANESE

Infine, per non perdere più punti contro le piccole, serviva l'innesto di un giocatore in grado di far saltare il banco, e quel giocatore risponde al nome di Christian Eriksen; il danese ha passato un anno infernale, con prestazioni scialbe e varie panchine punitive, ma dopo il gol su punizione nel derby di Coppa Italia è rinato diventando inamovibile per Conte. Adattato a mezzala nel 3-5-2 del tecnico salentino al posto del desideratissimo Vidal, Eriksen si è rivelato in grado sia di aiutare Brozovic nella costruzione, sia di dare imprevedibilità, risultando un pericolo per le difese troppo chiuse grazie al suo tiro da fuori. Questi accorgimenti hanno permesso a Conte di far saltare il banco. —

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