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LA SENTENZA 

La morte di Astori si poteva evitare Un anno di condanna al medico Galanti

Matteo Leoni
La morte di Astori si poteva evitare Un anno di condanna al medico Galanti

I professionista dovrà risarcire la famiglia per un milione Il Gup: esami più approfonditi sarebbero stati decisivi

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Matteo Leoni

La morte del capitano della Fiorentina Davide Astori poteva essere evitata. In attesa delle motivazioni della sentenza con cui il gup Angelo Antonio Pezzuti ha condannato a un anno di reclusione per omicidio colposo, pena sospesa, il medico sportivo Giorgio Galanti, questo è quello che si può anticipare con certezza: il giudice, sposando la tesi dell'accusa, ha ritenuto che se il calciatore fosse stato sottoposto a esami più approfonditi allora sarebbe stato possibile scoprire la grave patologia cardiaca dalla quale era affetto. «Sono molto felice e orgogliosa che finalmente sia stata fatta giustizia a Davide – ha dichiarato Francesca Fioretti, la compagna di Astori – sono anche molto dispiaciuta perché oggi lui poteva essere qui con noi. Spero vivamente che questa sentenza possa servire in futuro a salvare anche una sola vita umana». Galanti è finito a processo, celebrato con rito abbreviato, per due certificati di idoneità rilasciati al giocatore quando era direttore sanitario di medicina dello sport dell'Azienda ospedaliero universitaria di Careggi (Firenze). Il gup lo ha condannato anche a pagare un maxi risarcimento, stabilendo provvisionali immediatamente esecutive a favore dei familiari per un totale di oltre un milione di euro: 250.000 euro in favore di Francesca Fioretti, 240.000 euro alla figlia Vittoria, 400.000 al papà e alla mamma del calciatore, Renato Astori e Giovanna Cavagna, e 100.000 euro ciascuna in favore dei fratelli Marco e Bruno. Il legale di Galanti, avvocato Sigfrido Fenyes, che ha già annunciato ricorso in appello, dicendosi "stupito" del verdetto: "Aspettiamo le motivazioni - ha detto - e poi impugneremo la sentenza". Dalle carte processuali - ha proseguito Fenyes - secondo me la responsabilità di Galanti non emergeva, e neppure dagli esiti della perizia". In effetti la sentenza è arrivata inaspettata, perché il giudice, come sottolineato ieri anche dall'avvocato Alessandro Zonca, legale di Marco Astori, fratello del giocatore, condannando il professor Galanti "ha disatteso le conclusioni dei suoi stessi periti". Sullo sfondo del processo infatti si è consumata una vera e propria guerra di consulenze. Quelle dell'accusa e delle parti civili, secondo le quali il calciatore poteva essere salvato, e quella della difesa, in base alla quale il male di cui soffriva non era diagnosticabile. Di fronte a queste conclusioni contrastanti, il giudice ha deciso di disporre lui una terza perizia, alla quale si credeva si sarebbe affidato per emettere la sentenza. Tra le conclusioni delle perizia, quella secondo cui la morte di Astori "non poteva essere evitata". In base alla relazione dei tecnici, il capitano della Fiorentina mori' nel sonno per una aritmia ventricolare maligna, provocata dalla grave patologia cardiaca della quale soffriva e che non gli fu mai diagnosticata. I periti hanno sostenuto che la notte in cui si sentì male, mentre dormiva, solo in una camera d'albergo, l'unica possibilità di salvarlo sarebbe stata quella che gli fosse stato installato in precedenza un defibrillatore. Eventualita' quest'ultima impensabile in assenza di una diagnosi.Tuttavia dalla perizia emerge anche che Astori non fu sottoposto all'holter che era invece indicato dalle linee guida Cocis per l'idoneità sportiva, ma anche quest'esame probabilmente non avrebbe permesso di salvargli la vita. Per Galanti la procura di Firenze ha chiesto anche un altro rinvio a giudizio, con altre due persone, con l'accusa di falso in relazione a un certificato medico per un esame a cui il giocatore in realtà non sarebbe stato sottoposto. Decisione il 21 ottobre. —

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