Gioco
La Juventus gioca a Udine con l’obbligo di vincere per la corsa Champions
UDINE. È una storia quasi centenaria quella della sfida tra Juventus e Udinese, coi bianconeri che devono vincere per non perdere il treno Champions. Il primo dei 101 confronti diretti risale, infatti, al 12 novembre 1922, nel campionato di Prima Divisione. Vinse la Juve per 1-0 grazie alla rete di Ferraris. Il bilancio vede prevalere nettamente i bianconeri più nobili, per 67 vittorie a 13. 21 sono i pareggi. Enorme anche la differenza quanto a reti realizzate: 90 i centri dell’Udinese, 220 le reti della Vecchia Signora. Nella massima serie – Limitando l’analisi alla sola Serie A, i confronti sono 93, con netto predominio della Juventus. I successi piemontesi sono 63, quelli dell’Udinese appena 13. 17 invece sono i pareggi, il più recente dei quali risale al 5 marzo 2017, di Zapata e Bonucci le firme dell’1-1 finale. Le cose non cambiano, alzi, prendendo in esame soltanto le 46 partite disputate in terra friulana; il bilancio vede prevalere la Juventus per 27 vittorie a 13. L’Udinese, nonostante il 2-1 della passata stagione, ha invece prevalso soltanto 6 volte.
Gigi De Agostini, uno dei terzini mancini migliori nella storia del nostro calcio, come ben raccontato da 377 partite disputate nella massima serie, e da 36 presenze azzure, si occupa della “De Agostini Academy”, a Savorgnano del Torre, in Friuli. Continua a seguire Juventus e Udinese, le due compagini con cui ha vissuto gran parte della propria carriera. «Possiamo affermare che, calcisticamente parlando – racconta – la mia è stata una vita in bianconero, lo dicono i 6 anni con la casacca dei friulani ed i 5 a Torino. Udine è casa mia, io abito a 10 km dal capoluogo friulano, a Tricesimo, con la maglia della Juventus mi sono affermato a livello nazionale».
Sulla crisi dei torinesi il suo pensiero è che «in questa stagione la Juve sta molto deludendo. Prima di emettere un giudizio definitivo, però, bisogna aspettare la fine dei giochi. Spartiacque sarà qualificarsi alla prossima Champions, il rischio di rimanere fuori c’è, e, magari, conquistare la Coppa Italia. Se la Juve centra i due obiettivi, allora la stagione deve essere letta in un’altra ottica». —
Alessandro Guerrieri
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