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Caso Lazio-tamponi, 12 mesi di inibizione al presidente Lotito
Roma. La Corte Federale d’Appello, riunita oggi a Roma per esaminare il «caso» tamponi legato alla Lazio, ha accolto in parte il reclamo proposto dalla Procura Federale e, per l’effetto, ridetermina in 12 mesi la sanzione dell’inibizione al presidente della Lazio Claudio Lotito e in 200mila euro l’ammenda a carico della società, conferma nel resto; respinto invece il reclamo proposto dalla Lazio, da Claudio Lotito, Ivo Pulcini e Fabio Rodia. Il Tribunale federale in primo grado aveva condannato a sette mesi di inibizione Lotito e a 12 i due medici, Ivo Pulcini e Fabio Rodia.
Il pronunciamento era apparso favorevole alla società biancoceleste, alla luce delle pesanti accuse della Procura sulle violazioni dei protocolli Covid, ma la Lazio aveva deciso di presentare ricorso, chiedendo la piena assoluzione dalle accuse di mancato controllo nell’applicazione del protocollo anti-Covid relativamente al periodo tra il 28 ottobre e l’8 novembre in seguito a presunte positività al coronavirus riscontrate in diversi giocatori. Ricorso anche della Procura che aveva chiesto 13 mesi e 10 giorni di inibizione per Lotito e 16 mesi per i medici.
In ballo i protocolli Covid-19 in merito alle partite Torino-Lazio del primo novembre 2020 e Lazio-Juventus dell’8, e le omesse comunicazioni con la Asl riguardo le positività ai tamponi di alcuni giocatori (tra cui lo stesso Immobile che poi segnò il gol del 3-3 contro i granata) e la mancata messa in bolla del gruppo squadra.
«Sono sorpreso, credevo ci potesse essere una visione più serena e distaccata della vicenda – commenta l’avvocato della Lazio, Gian Michele Gentile – Vediamo le argomentazioni giudiziarie della sentenza e poi ci regoleremo, ma faremo sicuramente ricorso al Collegio di garanzia. Non capisco come si possa dire che il presidente della Lazio dovesse scrivere alla Asl per dire che c’era un calciatore positivo. Il tribunale non l’aveva detto, la Corte ce lo dice e sono curioso di vedere perché. Io penso non ci sarà motivazione convincente che tenga».
Riguardo alle possibili conseguenze relative all’inasprimento della condanna rispetto al primo grado, l’avvocato Gentile ha sostenuto che «Lotito non decade da consigliere, non è un problema di 10 o 12 mesi. La sentenza deve essere definitiva e questa sentenza non lo è». —
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