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Uefa, sanzioni per i tre ribelli

Uno striscione contro Agnelli e la Juventus
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Uno striscione contro Agnelli e la Juventus

Ceferin: Juve, Real e Barça credono che la Superlega esista ancora. Per le altre ci sarà «maggior clemenza». Marotta: ora serve la pace

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ROMA. Il fallimento del progetto non basterà per ottenere il perdono a club fautori della Superlega, che appaiono sempre di più nel mirino dell'Uefa. A ribadire la prospettiva di sanzioni è il presidente della confederazione europea, Aleksander Ceferin, il quale però distingue i dissidenti tra pentiti della prima ora, le sei squadre inglesi che meritano «maggior clemenza», e quelli che arriva a definire terrapiattisti - Juventus, Real Madrid e Barcellona, perché «pensano che la Superlega esista ancora».

Ma anche in Italia, nella Lega, c'è una forte spinta a non lasciar passare tutto sotto silenzio, mentre oggi il Consiglio Figc comincerà a valutare una norma cautelativa che preveda l'esclusione dai campionati per i club che dovessero aderire a tornei non riconosciuti da Uefa e Fifa. L'aria resta quindi pesante e il primo a farlo capire è il capo del calcio europeo, che tiene sulla corda quella che aveva definito subito la sporca dozzina. «Tutti loro devono aspettarsi conseguenze per quello che hanno fatto, e non possiamo fingere che non sia successo niente – le parole di Ceferin – ma ritengo che ci sia una netta differenza tra i club inglesi, che sono usciti per primi e hanno ammesso di aver sbagliato, e gli altri sei.

Ma tutti saranno ritenuti responsabili. In che modo, vedremo». Forte dell'appoggio a Londra del premier, Boris Johnson, e del sostegno quasi unanime dei tifosi, Ceferin non sembra voler mollare la presa anche se per seguito e forza economica i dissidenti hanno un'influenza che non si può ignorare. In Italia, le società sono spaccate in due fazioni dopo la richiesta avanzata al presidente della Lega, Paolo Dal Pino, da 11 club di indire una assemblea urgente per valutare eventuali sanzioni.

Lettera sottoscritta da Roma, Torino, Bologna, Genoa, Sampdoria, Sassuolo, Spezia, Benevento, Crotone, Parma e Cagliari: poche righe in cui si chiede l'analisi dei »gravi fatti« e le »conseguenze « per Juve, Inter e Milan. Da fonti delle altre sei società (Atalanta, Lazio, Napoli, Fiorentina, Udinese e Verona) fanno presente però che Crotone e Parma hanno una situazione di classifica compromessa e se retrocedono potrebbero non godere più dell'elettorato attivo in Lega. Intanto per l'Inter finita sul banco degli imputati parla l'ad Marotta: «Siamo in un momento tragico del calcio, di elevatissima litigiosità, che porta a nascondere il grande problema della sostenibilità -. Parliamo di riforma del calcio con un format diverso, invece di litigare». —
 

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