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tennis, l’atp 500 di barcellona 

Sinner rimandato in greco: via libera a Tsitsipas

Vezio Trifoni
Sinner rimandato in greco: via libera a Tsitsipas

L’altoatesino ha poche occasioni e le fallisce. Sorpresa a Belgrado: Karatsev sorprende Djokovic e vola nella finalissima

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Vezio Trifoni

BARCELLONA. Jannik Sinner non riesce conquistare la finale all’Atp 500 di Barcellona. Va a sbattere 6-3 6-3 contro Stefanos Tsitsipas, che ha portato a 17 la striscia di set vinti di fila e a nove la serie di successi consecutivi: mai ne aveva firmate di così lunghe in carriera.

Il greco è in fiducia, centra la 26ma vittoria stagionale, primato nel 2021 condiviso con Andrey Rublev. Ha giocato meglio, con potenza, leggerezza e varietà. L’azzurro, però, può comunque nutrire qualche rimpianto per le due risposte sbagliate nel primo set sul 3-3 30-30 e per quelle con cui ha visto svanire le chances di break nel primo set. Tsitsipas torna in finale a Barcellona, dove aveva disputato la sua prima a livello Atp, senza aver concesso break. Al Real Club de Tenis Barcelona 1899, il circolo più antico della capitale catalana, il greco ha vinto dieci delle dodici partite giocate in carriera.

«Sono un po’ deluso, ma il tennis va così. Tsitsipas ha giocato bene i punti importanti», ha sintetizzato dopo la partita Sinner, terzo nella classifica per match vinti nel 2021 nel circuito.

Il greco, campione delle Nitto Atp Finals 2019, ha parlato di una partita più equilibrata di quanto il punteggio lascerebbe intendere: «Jannik è un grande giocatore, ha una velocità di palla molto alta, è un ragazzo con qualcosa di diverso. Ha avuto diverse occasioni per farmi il break, per mia fortuna sono riuscito a salvarmi. Andare subito avanti nel punteggio mi ha dato molta fiducia e per me oggi il servizio è stata la chiave del match. È vero che negli ultimi game non ho servito bene, ma penso di aver fatto molte cose giuste dal punto di vista tattico. Ho giocato aggressivo, sono venuto a rete, ho variato altezza e velocità dei colpi per non dargli punti di riferimento» .

Come Rublev, con cui condivide il record di vittorie, Tsitsipas ha guardato e guarda ai Fab 3. Perché ha sempre puntato al numero uno, e studia per arrivarci. Essere grandi campioni, ha spiegato con parole simili a quelle usate dal russo che ha sconfitto a Montecarlo, è una questione di consistenza. Di continuità fisica e mentale, per riuscire a imporsi settimana dopo settimana, anche quando il livello non sembra all’altezza delle aspettative. In molte situazioni, ha detto, «le persone finiscono per stancarsi della routine, ma è il solo modo per raggiungere qualcosa di paragonabile alla perfezione». A Belgrado grande sorpresa, copn Djokovic che davanti al proprio pubblico perde in tre set la semifinaler contro Karatsev. —

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