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L’ANTICIPO DEL BENTEGODI 

Una Viola per Giulietta Colpo grosso a Verona, la salvezza è più vicina

Una Viola per Giulietta Colpo grosso a Verona, la salvezza è più vicina

Nella serata più delicata Iachini ritrova la sua squadra Vlahovic e Caceres puniscono i demotivati scaligeri

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VERONA. Nel momento più difficile si vedono i veri gruppi, le squadre degne di questo nome. Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocarte. E la Fiorentina non fa eccezione: spalle al muro, con la zona retrocessione a soli cinque punti, la Viola ha eritrovato se stessa, la voglia di combattere. la grinta e anche scampoli di buon calcio. Certo, il Verona già salvo non gioca più con il sacro fuoco addosso e il sangue agli occhi, ma è pur sempre una formazione temibile specie al Bentegodi. Stavolta però ha trovato una Fiorentibna che ci ha creduto di più, appoggiandosi sui suoi uomini-chiave, Vlahovic, Ribery e Cacres. E così arrivano tre punti che valgono una grossa fetta di salvezza e un futuro meno tormentato.

Boccata d'ossigeno in chiave salvezza per la Fiorentina. Dopo oltre un mese, la viola torna a riconquistare i tre punti grazie al 2-1 al 'Bentegodi' contro il Verona. Le maggiori motivazioni della squadra gigliata, a +8 sul Cagliari in attesa del match contro l'Udinese, hanno avuto la meglio sugli uomini di Juric, alla sesta sconfitta negli ultimi sette incontri.

Il primo tempo si gioca su buoni ritmi con i padroni di casa che prendono subito in mano le redini dell'incontro. Dopo 3' minuti è Bessa a spaventare Dragowski, che poi vola sulla conclusione di Lasagna al 18', sfortunato sul corner successivo con un salvataggio sulla linea di Venuti. La Fiorentina fa fatica a centrocampo ma riesce a scuotersi dopo mezz'ora. La sortita di Ribery costringe Silvestri a sporcare i guantoni ma è allo scadere che la viola trova l'episodio a favore. Venuti scappa sulla destra, Ribery lascia sfilare per l'accorrente Bonaventura, steso in area da Barak. L'arbitro Prontera di Bologna indica il dischetto e il solito Vlahovic non sbaglia, regalando alla Fiorentina l'1-0 prima del duplice fischio. Memori del secondo tempo contro il Sassuolo, gli uomini di Iachini approcciano la ripresa con più attenzione addormentando il gioco e chiudendo gli spazi. Il possesso del Verona è sterile e non produce pericoli dalle parti di Dragowski, la Fiorentina trova dunque il raddoppio sugli sviluppi di un calcio piazzato: al 65' è Caceres a colpire dall'altezza del dischetto un pallone vagante che, tra le deviazioni della difesa gialloblù, si insacca alle spalle dell'incolpevole Silvestri.

ubito: sventagliata per Faraoni, torre di testa per Salcedo (altro cambio nella ripresa) e distanza dimezzata al 72'. I fantasmi dell'ennesima rimonta subita, però, vengono scacciati da una Fiorentina concentrata contro un Verona a trazione anteriore (dentro insieme Zaccagni, Lasagna, Kalinic e Salcedo): dopo 5' di recupero e sotto gli occhi di Commisso, la viola può finalmente sorridere.

E alla fine c’è anche spazio per l’esultanza di Rocco Commisso, che aveva passato gli ultimi giorni insieme alla squadra, per motivare e sostenere un gruppo che si stava smarrendo. Il presidente ha ritrovato la Fiorentina che vuole, ancora non una bella macchina da gioco ma quantomeno una formazione solida, quadrata, unita. Quello che ci vuole per arrivare alla salvezza, condizione necessaria per programmare ancora una volta il futuro. Che dovrà essere meno grigio. —

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