Il Tirreno

Sport

CALCIO

Il naufragio della Superlega, fuori anche Inter e Milan. La Juventus si adegua

Andrea Agnelli
◗
Andrea Agnelli

I comunicati delle tre società con un argomento comune: serve un nuovo modello di sostenibilità finanziaria

4 MINUTI DI LETTURA





La Superlega naufraga dopo poco più di 48 ore.
Il progetto annunciato nella notte fra domenica e lunedì da 12 club è andato a sbattere contro il fronte compatto di Fifa, Uefa, autorità di governo e soprattutto tifosi. E dopo le prime crepe nella serata di ieri, il muro è crollato.
 
La prima società a fare marcia indietro è stata il Manchester City, con tanto di bentornato da parte di Aleksander Ceferin nel calcio europeo, seguito a ruota dagli altri cinque club inglesi coinvolti: Arsenal, con tanto di mea culpa e scuse, Liverpool, Manchester United (si è dimesso il vicepresidente esecutivo Ed Woodward), Tottenham e infine il Chelsea.
 
La riunione d'emergenza nella serata di ieri a seguito dell'uscita del City non è bastata e anche il fronte italiano si è spaccato, con l'Inter che ha fatto trapelare di non essere più interessata, poi è arrivata anche l'ufficialità della rinucia, come quella del Milan. E anche la Juventus ha dovuto prendere atto della situazione.
 
Nella tarda notte ecco arrivare così una nota ufficiale della Superlega ormai più che dimezzata che, pur difendendo la bontà del suo progetto, si trova costretta a metterlo in standby, denunciando al contempo le pressioni a cui sarebbero state sottoposte le società inglesi.
 
"Proponiamo una nuova competizione europea perchè il sistema esistente non funziona - resta la posizione della Superlega - La nostra proposta è finalizzata a consentire allo sport di evolversi generando risorse e stabilità per l'intera piramide calcistica, aiutando a superare le difficoltà finanziarie incontrate dall'intera comunità calcistica a causa della pandemia. Fornirebbe anche pagamenti di solidarietà materialmente migliorati a tutte le parti interessate del calcio. Nonostante l'annunciata partenza dei club inglesi, costretti a prendere tali decisioni a causa della pressione esercitata su di loro, siamo convinti che la nostra proposta sia pienamente allineata alla legge e ai regolamenti europei come è stato dimostrato oggi da una decisione del tribunale per proteggere la Super League da terze parti. Date le circostanze attuali, riconsidereremo i passaggi più appropriati per rimodellare il progetto, avendo sempre in mente i nostri obiettivi di offrire ai tifosi la migliore esperienza possibile, migliorando i pagamenti di solidarietà per l'intera comunità calcistica".
 
Insomma, il progetto Superlega naufraga ma non sparisce del tutto, come si può dedurre anche dalle parole di Andrea Agnelli rilasciate a "Repubblica" nella serata di ieri, prima che le varie società si sfilassero. "Fra i nostri club c'è un patto di sangue, andiamo avanti - aveva detto il numero uno della Juventus e vicepresidente della neonata Superlega - Il progetto ha il cento per cento di possibilità di successo. Ciò che stiamo facendo è perfettamente legale. Stiamo esercitando una libertà prevista dal Trattato dell'Ue. E questo è molto importante". Agnelli auspicava una trattativa con Fifa e Uefa ("abbiamo scritto ai presidenti per dialogare") ma chiarendo che "la Superleague va avanti comunque. Se ci faranno una proposta, la valuteremo". Adesso, però, è chiaro che sono Fifa e Uefa a essere in posizione di forza.
 
Inter, Milan e Juventus
 
Alle 12 di ieri il comunicato ufficiale dell'Inter. Che conferma che il club "non fa più parte del progetto Super League". "Siamo sempre impegnati a dare ai tifosi la migliore esperienza calcistica - spiega la società nerazzurra - l'innovazione e l'inclusione sono parte del nostro DNA fin dalla nostra fondazione. Il nostro impegno con tutte le parti interessate per migliorare l'industria del calcio non cambierà mai. L'Inter crede che il calcio, come ogni settore di attività, debba avere interesse a migliorare costantemente le sue competizioni, per continuare ad emozionare i tifosi di tutte le età in tutto il mondo, in un quadro di sostenibilità finanziaria. Con questa visione continueremo a lavorare insieme alle istituzioni e a tutte le parti interessate per il futuro dello sport che tutti amiamo".
 
Il Milan si è chiamato fuori intorno alle 13,30: "Abbiamo accettato l'invito a partecipare al progetto di Super League con la genuina intenzione di creare la migliore possibile competizione Europea per i fan di tutto il mondo, per tutelare gli interessi del Club e della nostra tifoseria. Il cambiamento non è facile, ma l'evoluzione è necessaria per progredire, e anche la struttura del calcio Europeo si è evoluta e modificata negli anni. Ma la voce e le preoccupazioni dei tifosi in tutto il mondo rispetto al progetto di Super League sono state forti e chiare, e il nostro Club deve rimanere sensibile e attento all'opinione di chi ama questo meraviglioso sport. Continueremo comunque ad impegnarci attivamente per definire un modello sostenibile per il mondo del calcio".
 
Così anche la Juventus ha dovuto arrendersi. La società bianconera precisa in una nota "di essere al corrente della richiesta e delle intenzioni altrimenti manifestate di alcuni club di recedere da tale progetto, sebbene le necessarie procedure previste dall'accordo tra i club non siano state completate. In tale contesto, Juventus, pur rimanendo convinta della fondatezza dei presupposti sportivi, commerciali e legali del progetto, ritiene che esso presenti allo stato attuale ridotte possibilità di essere portato a compimento nella forma in cui è stato inizialmente concepito. Juventus rimane impegnata nella ricerca di costruzione di valore a lungo termine per la Società e per l'intero movimento calcistico".

 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa