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Max Verstappen il giovane tulipano che insidia Hamilton

Guido Fiorini
Max Verstappen il giovane tulipano che insidia Hamilton

In MotoGp dietro a Quartararo la sorpresa Francesco Bagnaia, D’Aversa e Cosmi, tecnici di carattere risucchiati verso la B. Il nostro pagellone

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Max Verstappen (Pilota F1)
10
- Il mondiale di Formula 1 si tinge di arancione. L’olandesino è lì, attaccato a "The cannibal" Lewis Hamilton e non certo per portargli mazzi di tulipani. È lì per soffiargli il podio, senza aspettare che sia la carta d’identità a dargli il primato. A Imola mette tutti in fila, arrivando solitario sul traguardo, ora c’è solo un punticino fra i due. E la gara dice anche un’altra cosa: il mondiale sarà fino alla fine una corsa fra due scuderie. E la Ferrari non è fra queste.

Fabio Quartararo (pilota MotoGp)
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- Non poteva festeggiare meglio il suo compleanno (domani), i suoi 22 anni da fenomeno. Con Marquez al rientro e non ancora ai suoi livelli irraggiungibili il francesino comanda il mondiale MotoGp, guidando in modo impeccabile la sua Yamaha. «Ho tenuto un ritmo incredibile» ha detto alla fine. E proprio questo si è notato, in questo momento ha un altro passo rispetto a tutti. Chapeau.

Francesco Bagnaia (pilota MotoGp)
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- Alzi la mano chi si aspettava il torinese al secondo posto nella classifica del MotoGp. In Portogallo il campione Moto2 del 2018 è stato autore di una meravigliosa rimonta dall’undicesima posizione in cui era scattato dallo schieramento di partenza. C’è tanta Italia in queste prime gare del circuito, oltre alla sua Ducati ce ne sono altre due nei primi 10 posti. E anche l’Aprilia di Aleix Espargaro.

Ruslan Malinovs’kyj (calciatore Atalanta)
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- È il "mister Wolf" di Gasperini, risolve sempre i problemi. In una gara bloccata, ruvida, sporca, indirizzata verso uno 0-0, il nazionale ucraino trova l’episodio che lancia l’Atalanta verso la qualificazione in Champions. Complice anche Alex Sandro che, non si capisce come sia possibile, si trova spesso nel posto sbagliato al momento giusto (per gli avversari), la Dea vola al terzo posto. E Pirlo inizia a guardarsi indietro.

Lando Norris (pilota F1)
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- Il britannico di Bristol, faccia da ragazzino, e del resto ha 21 anni, è un altro dei giovani emergenti del circus della Formula Uno. E corre su una McLaren, buona macchina, ma non al livello delle prime due. O tre, se ci vogliamo mettere anche la Ferrari. Alla sua terza stagione in Formula 1 (11° nel 2019, 9° nel 2020) è a ridosso dei due fenomeni in testa alla classifica. Ed è pronto a giocarsela fino alla fine.

Carlos Sainz (pilota F1)
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- Non ce ne voglia Charles Leclerc, che ha portato la Ferrari a ridosso delle due scuderie che si giocheranno il mondiale, ma ci piace sottolineare la grande gara dello spagnolo del Cavallino, dopo una giornata di qualificazioni che poteva andare decisamente meglio. Il madrileno parte dall’undicesima posizione e, come una formichina, recupera giro dopo giro, chiudendo in un quinto posto che fa sperare per il futuro.

Filippo Inzaghi (allenatore Benevento)
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- Una stagione in altalena, quella del Benevento. Un po’ come le partite, nelle quali la squadra campana sembra divertirsi ad accendere e spegnere la luce. Con la Lazio va sotto, rientra, si avvicina al pari, alla fine perde. E la classifica, dopo la grandissima prestazione di Torino, lo schiaffo a mano aperta sul volto della Signora bianconera, torna ad essere complicata. Basta un altro scivolone per ricadere nel baratro.

Valentino Rossi (pilota MotoGp)
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- Un’altra caduta, un’altra prova da dimenticare. «Stavo recuperando, potevo arrivare al podio» ha detto alla fine il Valentino nazionale. In effetti quando è finito sull’asfalto stava guidando bene. Ma la realtà è che il cerchio magico dei grandi della MotoGp non lo vede più protagonista. Sarà che la Yamaha Petronas della scuderia malese non è proprio come quella "vera", sarà la carta d’identità (42 anni), certo è che la parabola è (molto) discendente.

Roberto D’Aversa (allenatore Parma)
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- Ma si può, in uno scontro diretto per la salvezza, essere due volte sopra di 2 reti (2-0 e 3-1) e poi perdere 4-3 al 94’? Il Parma dice che si può. E ora la corsa verso la salvezza, anche se la matematica dice che i numeri ci sarebbero, diventa più dura della scalata del K2. La squadra di D’Aversa, dopo l’exploit con la Roma, in quattro giornate he messo in carniere solo un punto (2-2 col Benevento). E la B sembra dietro l’angolo.

Giuseppe Iachini (allenatore Fiorentina)
1
- In fondo al pagellone ci va lui, forse il meno colpevole dell’involuzione di una Fiorentina che pare non avere più un’anima. Una "non squadra" che si smarrisce alla prima difficoltà e che ora rischia di essere risucchiata da qualcuna delle squadre alle spalle, che hanno più fame e rabbia. In una stagione difficile, con il giallo delle dimissioni di Prandelli, il ritorno del tecnico ascolano doveva dare una scossa. Per ora non c’è stata.

Serse Cosmi (allenatore Crotone)
0
- Povero Serse Cosmi. Quando ha accettato di tentare la "mission impossible" di salvare il Crotone ci ha messo tutta la sua carica umana e le urla da perugino verace. Ma, anche se a tratti la squadra "pitagorica" ha dato segnali di progresso, giocando anche un buon calcio, i difetti di costruzione dell’organico sono risultati impossibili da sanare. 79 reti subite in 31 gare, oltre 2,5 a partita, parlano da sole.

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