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Derby con pubblico e misure anti-Covid, palla al centro e... finalmente si gioca

Alessandro Bientinesi
Derby con pubblico e misure anti-Covid, palla al centro e... finalmente si gioca

Il Cascina supera il Ponsacco in una domenica di quasi normalità. Il migliore in campo è un carpentiere di 30 anni  

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A decidere il derby pisano dei mobilieri tra Cascina e Ponsacco non poteva che essere un livornese doc. E se è Matteo Frati, ex calciatore della Primavera del Livorno, ad aprire le marcature, a meritare il premio di miglior giocatore in campo è il 30enne carpentiere garfagnino Matteo Borgia. Uno che per tenersi in forma durante il lockdown non ha disdegnato neppure gli allenamenti in mezzo alla neve, stile Rocky IV in preparazione al match in Russia col sovietico Ivan Drago. Scampoli di un ritorno alla normalità nella giornata in cui il calcio dilettanti, almeno una parte di esso, è tornato a giocare per punti e promozioni. C’eravamo anche noi al campo sportivo “Fiorentini” di Cascina, tra misurazioni della febbre all’ingresso, autocertificazioni da firmare e nastri bianchi per segnalare i posti da occupare nella tribunetta. Sì, perché sulla carta la sfida di ieri sarebbe dovuta a essere a porte chiuse. Ma, seppur con le mascherine sul volto, almeno un centinaio di tifosi, compresi quelli a sbirciare in mezzo dalla recinzione del campo, si sono assiepati (potremmo dire quasi assembrati) per la gara. Come se il Covid fosse già un ricordo lontano.

PARCHEGGIO (E TRIBUNE) GREMITE

Quando arriviamo al campo sportivo di Cascina, pur mancando mezz’ora al fischio d’inizio, il parcheggio è già completo. Saranno i calciatori, pensiamo, e in parte è anche vero. Ma dopo che la perfetta organizzazione del Cascina calcio, ci ha prima misurato la febbre e poi controllato l’accredito, scopriamo che nell’impianto sono arrivate già una cinquantina di persone. La sfida dovrebbe essere a porte chiuse, ma quando pochi minuti più tardi il Cascina batte il calcio d’inizio di spettatori se ne contano almeno un centinaio. E nessuno, seppur con la mascherina sul volto, rispetta le distanze di sicurezza che dei nastri bianchi avevano provato, timidamente, a segnalare.

IL TIFOSO CHE HA BATTUTO IL COVID

Prima dell’inizio della gara scorgiamo, in tribuna, il presidente del Cascina, Valerio Sisti. È stato, tra i presidenti delle società di Eccellenza, uno dei primi a spingere per una ripartenza con l’organizzazione di un mini torneo da aprile a giugno. «Per noi è il secondo inizio, dopo quello del settembre scorso. I giocatori hanno sempre mostrato entusiasmo e voglia di tornare a giocare, nonostante le difficoltà evidenti legate al Covid. Tra tamponi settimanali e difficoltà organizzative, giocare un derby con un avversario così importante come il Ponsacco, però, è il modo migliore per ripartire. Ed è la passione a muovere questo mondo». Accanto a Sisti notiamo una persona, ha gli occhi che sorridono. Il presidente lo indica e ci fa segno di parlare con lui. Quegli occhi sorridenti pochi mesi erano nascosti da un casco in un reparto Covid. Antonio Gatto, 64 anni, con la sua azienda Get, è primo tifoso e main sponsor del Cascina. Per quindici giorni di fila, durante la seconda ondata, ha combattuto contro il virus indossando il casco per dare ossigeno ai suoi polmoni. Dopo un lungo ricovero all’ospedale di Pontedera e un decorso di quasi quattro mesi, ha sconfitto la malattia. «In quei momenti ci sono tante cose a darti forza – racconta Gatti – e una di queste è stato proprio il calcio. Ci sono dentro da mezzo secolo, una vita intera in vari ruoli. Da giocatore e poi da dirigente. Mi mancavano le riunioni serali con la società, mi mancava la tensione prima di ogni partita e i 90’. Oggi è davvero un giorno felice».

PROTESTE CON L’ARBITRO URLA E PROVOCAZIONI

A sancire il ritorno alla normalità, facendo dimenticare in un attimo i problemi che questa pandemia ha portato nelle vite di ciascuno di noi, bastano pochi minuti. I primi fischi del direttore di gara, Mauro Alessio della sezione di Pistoia, genera subito urla e lamenti dei giocatori in campo e tra i tifosi divisi esattamente in due fazioni distinte in tribuna. A sbloccare il risultato del derby pisano ci pensa Matteo Frati, livornese doc e che con padre e fratello ha un ristorante-pescheria, su punizione (ovviamente contestata dal pubblico) al 23’. Il Ponsacco reagisce bene e potrebbe pure pareggiare sullo spegnersi del primo tempo, ma Fariello si fa parare da Brunelli il penalty. «Dispiace per questo errore, ma fa parte del gioco – spiega Giorgio Corradetti, direttore generale del Ponsacco – Comunque quella di oggi è stata un’attesa piacevole, un ritorno alla normalità che stavamo aspettando. Disputeremo una sorta di mundialito e le possibilità di sbagliare saranno ridotte al minimo. Ma pur essendo una situazione anomala, durante i 90 minuti è come se il coronavirus restasse fuori dal campo sportivo. Ringraziamo il Cascina per l’ottima organizzazione e l’accoglienza».

IL MIGLIORE FA IL CARPENTIERE

Nella ripresa il Ponsacco lentamente sembra spegnersi. Il Cascina merita il raddoppio che arriva con bomber Niccolò Chiaramonti nella ripresa, la gara finisce 2-0 ma il migliore in campo, per distacco, è l’esterno destro dei padroni di casa Matteo Borgia. Emblema del calciatore dilettante. «Ho 30 anni, faccio il carpentiere e lavoro tutti i giorni fino alle 17 – ci racconta a fine gara – Quando finisco, da Castelnuovo Garfagnana, salgo in macchina e mi faccio un’oretta di strada per venire ad allenarmi a Cascina. Torno a casa a tarda sera, ma è un sacrificio che non mi è mai pesato. Anzi, gioco a calcio da quando avevo 6 anni e uno stop così lungo non l’avevo mai vissuto. Per noi è un doppio dovere, anche morale, continuare a giocare. Diamo un segnale a tutto il mondo del calcio dilettantistico, anche quello che almeno per ora non è potuto ripartire». —

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