Il dolore
Fondi e diritti tv Sette società in rivolta chiedono la testa di Dal Pino
Partita anche una richiesta danni per la “malagestione” Nel mirino soprattutto la gestione privata delle risorse
Tommaso Silvi
livorno. Sul campo l’Inter macina vittorie e si avvicina allo scudetto. Nelle stanze del potere, intanto, c’è il terremoto. Benvenuti in Serie A. Dove la tensione è alle stelle. Se non fosse bastato il tira e molla delle scorse settimane per la cessione dei diritti dei campionati dal 2021 al 2024, ecco un altro segnale dell’elettricità che si respira nel salotto del football italiano. La lettera delle “sette sorelle”. Società che si rivolgono direttamente al presidente della Lega Serie A, Paolo Dal Pino. Il messaggio è chiaro: «Dimettiti». E non solo. Perché all’indirizzo di Dal Pino sarebbe arrivata anche una richiesta danni da parte degli stessi club. E ora i vertici del calcio tremano. Ma è necessario fare un passo indietro. Torniamo al 26 marzo. Dopo alcuni incontri terminati nel nulla, ecco la svolta. 16 club favorevoli. La Serie A passa da Sky a Dazn e Tim. L’assemblea che riunisce le società del campionato decide di affidare i diritti televisivi delle partite per il triennio 2021-2024 all’operatore streaming del gruppo Access Industry. Dazn avrà la possibilità di trasmettere tutte e 10 le partite di ogni giornata, di cui 7 in esclusiva. A favore di questa soluzione votano: Atalanta, Benevento, Bologna, Cagliari, Fiorentina, Verona, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Parma, Roma, Spezia, Torino e Udinese. A Sky potrebbe andare il secondo pacchetto: tre partite in co-esclusiva. Sul punto le trattative sono ancora in corso. Per l’aggiudicazione di tutte le partite, Dazn ha messo sul piatto 840 milioni di euro a stagione. Ma c’è un’altra questione che anima la politica del pallone. Ed è quella del “Progetto fondi”. L’aspetto è molto tecnico, ma semplifichiamo. Attualmente la Lega – che dal punto di vista giuridico è un’associazione rappresentante le società di Serie A – vende i diritti a un terzo soggetto, attraverso un intermediario. Il “Progetto fondi” prevede la costituzione di una società privata, partecipata al 90% dalla Lega e al 10% da alcuni fondi d’investimento. I fondi pagano la loro quota e in cambio ottengono la gestione diretta dei diritti della Serie A. A novembre l’idea è stata approvata come piano generale, ma a febbraio si è congelato tutto. E il “Progetto fondi”, a oggi, non è stato promosso dai club di A. L’entrata dei fondi nel nostro calcio significherebbe subito una bella quantità di denaro nelle casse dei club. Ma le numerose società contrarie – tra cui anche Milan, Napoli, Inter e Juventus – hanno paura delle condizioni che potrebbero dettare i fondi. Perché rischierebbero – di fatto – di diventare padroni assoluti della politica economica della Serie A. Stando alle indiscrezioni che circolano, far decollare il “Progetto fondi” sarebbe stato uno degli obiettivi assoluti di Dal Pino. Che invece deve fare i conti con un quasi totale fallimento. Dopo diritti tv e fondi, ecco un altro capitolo dell’infuocata Serie A. Atalanta, Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Napoli e Verona hanno inviato una lettera per ottenere le dimissioni di Dal Pino. A carico del presidente della Serie A anche una richiesta danni per malagestione.
Questa sarebbe partita dallo studio Chiomenti, che avrebbe messo in fila rilievi per una denuncia per cattiva gestione. Nello specifico, la lettera firmata dalle “sette sorelle” chiede a Dal Pino di farsi da parte per mancanza di fiducia nei suoi confronti. Quella dello studio Chiomenti, per conto dei soliti sette club, chiede anche eventuali danni dovuti al suo comportamento nella gestione dei diritti televisivi e dei fondi d’investimento. I club nella lettera sottolineano come le diverse contestazioni da loro sollevate sull’operato di Dal Pino hanno «comportato la ferma e improrogabile necessità di manifestarle la nostra sfiducia alla carica da lei rivestita e alla conduzione e gestione della Lega», si legge nella comunicazione. «Auspichiamo che tutto quanto sopra venga da lei valutato al fine di trarne le doverose conseguenze», aggiungono i club nella lettera inviata a Dal Pino, ma anche all’amministratore delegato della Serie A, Luigi De Siervo, e al Consiglio di Lega. L’auspicio delle sette società è che la Lega «possa proseguire con diversa guida e con nuove visioni condivise, nell’interesse esclusivo della stessa e dei nostri singoli club». Sono queste le ultime parole di una guerra interna che potrebbe cambiare ancora il nostro calcio. –
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