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Prepariamoci a gol al rallentatore e riprese in ritardo

Enzo Bucchioni
Sandro Ciotti ed Enrico Ameri: ieri tanti tifosi hanno riacceso la radiolina per “Tutto il calcio”
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Sandro Ciotti ed Enrico Ameri: ieri tanti tifosi hanno riacceso la radiolina per “Tutto il calcio”

Il commento. Davanti allo schermo dei televisori e dei telefonini nero come il fegato, s’è celebrato il funerale dell’App di Dazn

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Quelli che sanno prendere le cose con filosofia hanno ritirato fuori la vecchia, cara radiolina e forse, sottolineo forse, si sono pure divertiti a rimettere in moto la macchina del tempo.

Per tutti gli altri, per la stragrande maggioranza degli abbonati di Dazn, è stata invece una domenica passata fra moccoli e imprecazioni nell’inutile attesa di vedere Inter-Cagliari a mezzogiorno, ma anche Verona-Lazio e Reggina-Vicenza nel pomeriggio.

Davanti allo schermo dei televisori e dei telefonini nero come il fegato, s’è celebrato il funerale dell’App di Dazn.

E la scritta "stiamo lavorando per risolvere il problema", che sa molto di code estive sulle Autostrade, è servita soltanto a far crescere le perplessità e i dubbi dei Calcionauti già delusi e amareggiati.

Il tema è assai più vasto e complesso, va oltre una domenica oscurata e un problema tecnico più o meno risolvibile, ora siamo tutti qui a chiederci: riusciremo davvero a vedere le partite della serie A nei prossimi tre anni? Un interrogativo quasi esistenziale.

Quello che è successo ieri, "Dazn che non funziona", è infatti l’imbarazzante conferma a tanti interrogativi sul futuro delle trasmissioni in streaming.

Per chi si fosse perso qualche puntata, ricordiamo che pochi giorni fa la Lega Calcio, dopo una discussione infinita, ha deciso di assegnare proprio a Dazn i diritti televisivi per la trasmissione esclusiva del campionato di serie A dalla prossima stagione e fino al 2024. Le divergenze fra i presidenti giravano attorno all’interrogativo "ma il segnale streaming arriverà dappertutto, le App funzioneranno bene?".

Alla fine la decisione è arrivata dopo una votazione a maggioranza, spinta da cento milioni in più offerti da Dazn rispetto a Sky.

Però il Destino, forse abbonato a Sky, con quello che è successo ieri rischia di far saltare il banco e comunque ha rimesso in moto le perplessità di tanti. A cominciare da quelle dei tifosi già turbati dall’idea di dover cambiare le abitudini e preoccupati sul come passare da una Tv a un’altra, da un abbonamento a un altro, da un sistema tradizionale a uno nuovo.

Ovviamente Dazn ha garantito alla Lega, ribadito oggi e lo sottolineerà ancora più fortemente nei prossimi giorni, che tutto il territorio nazionale sarà coperto bene. Ma siamo sicuri?

Lo sanno che l’Italia non è completamente coperta dalla fibra ottica veloce? Forse sì visto che nel frattempo Dazn avrebbe affittato due canali del digitale terrestre da Urbano Cairo, per continuare a far vedere in qualche modo la Tv in modo tradizionale. Una nuova organizzazione, forse un nuovo caos del quale avremmo fatto volentieri a meno.

Speriamo non sia l’ennesimo autogol della Lega calcio e comunque prepariamoci a vedere immagini rallentate, gol alla moviola, riprese che arrivano in ritardo. State pronti a sentire il vicino di casa che esulta mentre da voi non hanno ancora segnato? È successo, succede e succederà.

Una volta, quando passava la banda era una festa; oggi è una festa solo se arriva la banda. Larga però.

Per chi si fosse perso il gol di Darmian, arriva comunque l’ennesima conferma che lo scudetto è dell’Inter. Alla faccia dei giochisti, dei sacchisti e degli scassisti. Ci avete scassato. Scudetto è quando squadra è prima in classifica. Evviva Boskov. --

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