Attenzione
Cairo amico ti scrivo... Dazn, sos per il digitale
Accordo con l’editore per due canali tv: «Se la connessione non fosse buona...»
Sarà un’estate rovente, per gli appassionati di calcio. Magari, da settembre, si potrà fare di nuovo capolino negli stadi, ma la sfida dei diritti televisivi, e soprattutto il nuovo modo di fruire il football dopo l’assegnazione dei diritti triennali alla piattaforma Dazn, che trasmette in streaming, saranno oggetto delle dispute sotto l’ombrellone (speriamo). Il tifoso si è già rassegnato a cambiare di nuovo le proprie abitudini (dall’analogico al satellitare, adesso al web. ..), ma vuol capire cosa e come fare. Quanto pagare, certo, ma anche quali strade seguire per godersi la squadra del cuore senza brutte sorprese dal punto di vista tecnico.
In questo incerto orizzonte, arriva la notizia. Dazn, dopo l’acquisizione del re dei pacchetti, ovvero il diritto di trasmetteretutte le 10 partite di Serie A, di cui sette in esclusiva, ha raggiunto un accordo con la Cairo Communication, editrice tra le altre cose de La 7, per l’affitto di due canali sul digitale terrestre.
ADDIO “DIFFERITA”
L’accordo, secondo i rumors degli ambienti finanziari milanesi, varrebbe tre milioni di euro all’anno e consentirà all’azienda britannica l’utilizzo della banda sul multiplex di proprietà di Cairo per la creazione di due canali digitali play. Si tratterebbe insomma di due canali sui quali dirottare parte dell’offerta, e dunque diverse partite, sui canali digitali, ottenendo nello stesso tempo due risultati: ottenere una connessione meno ballerina e soprattutto eliminare il criticato e temutissimo ritardo tra l’evento live e la trasmissione.
Un problema, forse il più grosso per Dazn, perché la bellezza del calcio è la fruzione delle emozioni nel momento stesso in cui accadono: qualsiasi forma di differita, il recente passato lo testimonia, non viene apprezzata dagli appassionati. L’accordo con Cairo era stato in qualche modo anticipato dalla manager Veronica Diquattro, che non ne aveva nascosto il valore strategico: «Nelle aree non coperte in modo ottimale dal punto di vista della rete arriveremo sul digitale terrestre», aveva detto qualche giorno fa, appena passato il felice momento della vittoria su Sky, il concorrente di sempre.
Un accordo che accontenta tutti, dunque: da una parte Cairo, che incassa bei soldi e rafforza il suo profilo di grande player della comunicazione (in qualità di presidente del Torino si è schierato da subito a favore del calcio su Internet), dall’altra Dazn che risolve qualche magagna di carattere tecnologico, soprattutto quella della distribuzione di sette partite alla settimana su una sola piattaforma (lo streaming in rete).
LO SCOGLIO DEI MEGABIT
Il problema della connettività, al momento, sembra essere infatti quello che più preoccupa il nuovo depositario dei diritti televisivi della serie A. Dazn assicura che sono sufficienti 8 megabit al secondo per poter assistere a una partita di calcio senza problemi o interruzioni. E questo standard coprirebbe al momento il 90% circa delle famiglie italiane.
Ma il problema è mantenere lo stesso standard quando tutti gli altri device di casa sono accesi: la soglia minima a quel punto salirebbe a 30 megabit al secondo, con il rischio della saturazione della rete.
Ecco perché servono, per avere una visione ottimale, connessioni ultraveloci di cui solo una parte degli italiani può disporre: secondo le ultime stime queste linee sarebbero poco meno di 12 milioni, abbastanza poche, dunque.
Sei milioni invece sarebbero le vecchie fibre Adsl in rame e altri sei milioni non risultano connessi in alcun modo alla rete. Eccolo dunque il problema di Dazn: arrivare a tutti, e bene, con i propri segnali. Tim, il partner in questa avventura, ha garantito massicci interventi ma sembra impossibile risolvere la situazione entro settembre, data di partenza del campionato. Per questo è arrivato Cairo. —
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