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«Il derby della Mole è davvero speciale Ma senza pubblico...»

alessandro guerrieri
«Il derby della Mole è davvero speciale Ma senza pubblico...»

Alessandro Dal Canto ha indossato le maglie di Juve e Toro «Sarà una sfida intensa, ma credo che prevarranno i bianconeri» 

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alessandro guerrieri

«Alla fine sarà la Juventus a portare a casa i tre punti, ma non sarà una passeggiata», il doppio ex Alessandro Dal Canto sintetizza così l’edizione numero 203 del derby della Mole; reduce dall’esperienza sulla panchina del Livorno, il tecnico veneto analizza con noi la sfida tra Juventus e Torino.

Lei ha indossato entrambe le casacche, che ricordi ha delle due esperienze?

«Sono arrivato a Torino da ragazzino, con la maglia bianconera della Juventus ho fatto tutta la trafila delle giovanili. Cinque anni indimenticabili nei quali sono diventato uomo e mi sono affermato come calciatore, arrivando fino all’esordio in prima squadra con Trapattoni, prima di tornarvi, anni dopo, come allenatore della Primavera. In granata sono arrivato, dopo un anno in prestito al Vicenza, due stagioni dopo; è stato un anno tribolato, caratterizzato dal cambio di tre allenatori e dalla conseguente retrocessione. In generale due esperienze che porterò sempre dentro di me, anche per il grande calore delle due tifoserie».

E riguardo al derby?

«In bianconero ne ho vissuti tre, tutti dalla panchina, in granata il primo è stato davvero uno shock; la Juventus infatti ce ne rifilò cinque, a testimonianza dell’enorme divario tra le due cugine».

Veniamo all’oggi, un giudizio sul cammino delle due squadre

«La Juventus ha cambiato tanto, affidandosi a un allenatore esordiente; nel giudizio bisogna tener conto che non è sempre possibile vincere e che, dopo 9 scudetti di fila, una flessione è fisiologica. Il Torino invece sta disperatamente cercando di agganciare la salvezza: quello dei granata è stato un campionato caratterizzato da tanti alti e bassi».

Da allenatore, un giudizio su Pirlo e Nicola

«Partiamo da Nicola, del quale sono amico e con cui ho fatto molti corsi assieme; col suo arrivo ha regalato al Torino una mezza sterzata dopo l’esonero di Giampaolo, che ritengo un grande insegnante di calcio. Riguardo a Pirlo, c’è da dire che ogni allenatore ha il proprio percorso; il suo è, con le dovute proporzioni, simile al mio, quando, al Padova, fui promosso dal settore giovanile alla prima squadra arrivando alla finale playoff, persa col Novara. In generale, per un esordiente è sempre difficile, ma alla Juventus lo è meno, anche se a Pirlo può mancare il fatto di aver iniziato dal settore giovanile, autentica scuola per chi vuole intraprendere questo mestiere».

Pirlo rimarrà a Torino? «Se la Juve lo ha scelto, penso che insisterà su di lui, anche se va detto che a Torino anche il secondo posto viene letto come un fallimento».

Che partita dobbiamo aspettarci?

«Prima di tutto voglio dire che mi spiace non ci sia il pubblico, l’assenza dei tifosi toglie tanto a una partita così sentita. Saranno 90’ più equilibrati di quanto faccia pensare la grande differenza in classifica, si sfidano due squadre che in questo campionato hanno avuto qualche difficoltà di troppo. Tatticamente sarà la Juventus a fare la partita, per lo spessore dei suoi giocatori e per il credo offensivo predicato da Andrea Pirlo, ma non sarà un monologo bianconero».

Quali i probabili match winner?

«In questo gioco si vince con i gol, ovvio pensare che saranno decisivi gli attaccanti; Cristiano Ronaldo e Morata nella Juventus e la coppia Belotti-Zaza, tra l’altro ex dal dente avvelenato, in casa granata.»

Come finisce?

«Alla fine i tre punti si coloreranno di bianconero, ma per Ronaldo e compagni non sarà una passeggiata di salute». —



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