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Stadi vuoti e bilanci in rosso Il pallone si sgonfia: le big (e non solo) sono in affanno

Alessandro Bientinesi

Nella stagione 2019/2020 le 20 società hanno perso 754 milioni di euro Ma la colpa non è tutta del Covid. Debiti raddoppiati nell’ultimo decennio

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Alessandro Bientinesi

Quasi quattrocento milioni di euro di perdite complessive solo per Roma e Milan registrate a giugno scorso. La Juventus, invece, ha avuto una perdita di 80 milioni di euro soltanto tra merchandising e introiti da stadio. All’Inter, nella stessa voce di bilancio, non va molto meglio con una perdita di 40 milioni di euro. Anche Lazio e Napoli hanno buchi rispettivamente di 30 e 17 milioni di euro. Gli studi sugli impatti economici nel calcio legati al Covid-19 parlano di una voragine enorme da colmare. Anche se gli unici a non aver risentito della crisi sono i conti bancari dei calciatori.

STADI VUOTI, BILANCI IN ROSSO

Il report annuale di Deloitte (Football Money League 2021) ha evidenziato una caduta libera causata dal Covid-19 sul mondo del calcio. Paradossalmente, rispetto a buona parte del resto d’Europa, la Serie A è quella che ha risentito meno della chiusura degli stadi. Così come i diritti tv, visto che la contrazione legata a Sky Italia è di “soli” 130 milioni di euro nei confronti dell’intera Lega per il finale della scorsa stagione. Secondo l’European Champions Report 2021 elaborato da Kpmg, tra i principali club europei la Juventus è quella che ha subito una delle contrazioni maggiori per i match giocati senza pubblico nell’anno del coronavirus. Una perdita di 21, 9 milioni di euro pari al 31%. Solo il Real Madrid, con –34, 9 milioni, Paris Saint Germain con –23,6 milioni e Bayern Monaco con –22 milioni hanno risultati peggiori tra le squadre che hanno vinto il campionato. Molto più indietro il Liverpool con –131 milioni di euro e il Porto con –4,2. Proprio tra i top club, però, la Juventus nel rapporto profitti/perdite ha un saldo negativo di quasi 90 milioni di euro. Mentre Real Madrid, grazie a un brand ancora fortissimo a livello mondiale e a ricavi inferiori solo a quelli del Barcellona, ha un piccolo utile di 300mila euro. Meglio, grazie anche alla vittoria in Champions e a un’attenzione ai conti degna della tradizione teutonica, il Bayern Monaco con 5,9 milioni di euro di utile nell’anno del Covid. Psg e Juventus, invece, perdono rispettivamente 125,8 e 89,7 milioni di euro.

SERIE A, DEBITI AI MASSIMI STORICI

Il fattore pandemia, però, non è l’unico responsabile della situazione di crisi in Serie A. Un esempio? L’ultimo bilancio della Fiorentina è tra i pochi non ancora aggiornati al giugno scorso ma al 31 dicembre 2019. E aveva già un rosso di 27,5 milioni di euro. Di contro l’Atalanta dei miracoli, pur subendo perdite importanti legate al coronavirus (si pensi ai mancati introiti del suo percorso europeo), nel bilancio chiuso a fine 2019 aveva un risultato netto, comprese le plusvalenze, di +26,5 milioni di euro. E un patrimonio netto di 77, 8 milioni di euro che la rendono la quarta forza del campionato dietro solo a Juventus, la sorprendente Udinese e il Napoli. A livello di debiti, in vetta alla classifica, ci sono l’Inter con 630,1 milioni di euro di debiti, seguita dalla Roma con 552,3 milioni di euro e proprio la Juventus con 458, 3 milioni di euro. La società meno indebitata? Il Verona con 9, 9 milioni di euro di debiti. A livello generale la Serie A nel 2010-2011 aveva 1. 637 milioni di euro di ricavi annuali, saliti a poco più di 2.267 nel 2016-2017, unico anno con un risultato netto positivo. Nel 2019-2020 i ricavi sono scesi a 2.228 milioni di euro con un rosso complessivo di 754 milioni di euro.

GLI STIPENDI NON CALANO MAI

Se il rosso è aumentato sempre di più, ciò che non ha accennato mai a calare sono gli stipendi dei calciatori di Serie A. E se nel triennio 2015-2018 la media era stata, tra tutte le squadre, intorno ai 1.400 milioni di euro a stagione, nell’annata sportiva che ha preceduto il Covid il monte stipendi era salito addirittura a 1.756 milioni di euro. Con l’arrivo della pandemia molte squadre hanno spalmato i loro stipendi, in primis la Juventus, per contenere i costi. Ma scendendo a un monte stipendi (di tutte le squadre) ai giocatori a 1.614 milioni di euro. Comunque oltre 200 milioni di euro in più rispetto ai tre anni precedenti. —

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