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l’atletica verso le olimpiadi 

Mei punta su Tamberi Jacobs, Re e Tortu Poi la rivoluzione tecnica

Mei punta su Tamberi Jacobs, Re e Tortu Poi la rivoluzione tecnica

Il presidente Fidal: «Fino a settembre niente riorganizzazione Dalle donne non aspettiamo medaglie, ma la staffetta...» 

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ROMA. «Sono propenso a portare alle Olimpiadi di Tokyo una squadra ampia perché questa generazione ha vissuto un anno tremendo. I ragazzi non hanno vissuto solo un anno problematico a causa del coronavirus come i loro coetanei ma hanno allungato di un anno la preparazione olimpica. Sono stato atleta, so cosa significa. Schwazer? Ci sono aspetti molti discutibili». Parole di Stefano Mei, 58 anni, dal 31 gennaio nuovo numero uno dell’atletica leggera italiana.

«Il mio programma di ristrutturazione, a partire da quella totale del settore tecnico non potrà partire subito nel 2021 perché la struttura tecnica è blindata fino a settembre e ho margini di manovra ridotti - afferma -. Per quanto concerne l’organizzazione degli Europei di Roma 2024 la progettualità è stata fatta ma era prevista una continuità che ora non c’è più. Sono piombato come un alieno. Ho avuto a disposizione poco tempo e i mezzi sono inferiori rispetto al passato. Dai 29,5 milioni di euro del bilancio 2019, il preventivo per il 2021 è di 22 milioni che sono in larga parte già allocati al settore tecnico scelto da altri».

«La prima uscita, gli Europei indoor di Torun, sono stati una bella spedizione. Adesso dobbiamo guardare al futuro, alle Olimpiadi. Abbiamo Tortu da recuperare, Re è in recupero, ci sono tanti atleti che puntano tutto su Tokyo. Penso a Gimbo (Gianmarco Tamberi, ndr): per lui Tokyo rappresenterà un momento fondamentale della carriera».

«Nella velocità - afferma il presidente federale - abbiamo tre maschi molto forti, Jacobs (neo campione europeo indoor dei 60 metri, ndr), Tortu e Re ma anche la staffetta 4x100 è molto coesa. A livello femminile non andiamo a chiedere medaglie ma dalle staffette possiamo ottenere soddisfazioni. Nel mezzofondo abbiamo difficoltà. Crippa è la punta di un iceberg ma c’è bisogno di tornare a fare i meeting internazionali. Ai nostri atleti servono gare con gli spintoni e con frequenti cambi di ritmo».

Capitolo a parte per Larissa Iapichino che a febbraio con 6,91 metri ha stabilito la nuova miglior prestazione mondiale juniores di salto in lungo. «Larissa ha 18 anni e mezzo è ancora acerba e nel 2021 la cosa per lei più importante è la maturità». —

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