Gioco
Chi si rivede, la fascinosa Italia del Mancio «Fermi da 5 mesi, con l’Irlanda sarà dura»
«Nella corsa verso il Qatar non possiamo sbagliare niente. Conta lo spirito, non chi gioca». Locatelli provato in regia
Brunella Ciullini
«Quella di giovedì sarà la partita più difficile perché è la prima dopo 5 mesi ma noi dobbiamo pensare che nel percorso che porta al Mondiale non possiamo sbagliare mai». Nell'ultimo raduno azzurro, a novembre, Roberto Mancini non c'era, la positività al Covid lo aveva costretto ad una lunga quarantena. Così per lui è un ritorno ancor più coinvolgente al di là del trittico di impegni che attende la sua Nazionale: fra due giorni a Parma contro l'Irlanda del Nord (gli azzurri osserveranno 1' di silenzio e giocheranno con il lutto in omaggio ad Anastasi, Prati, Corso, Bellugi e Paolo Rossi scomparsi nell'ultimo anno: il capodelegazione Vialli, ricordando soprattutto Pablito suo compagno e amico, si è commosso), poi domenica a Sofia con la Bulgari e il 31 marzo a Vilnius con la Lituania. Tutte sfide valide per le qualificazioni per Qatar 2022. Dunque già determinanti. Tuttavia il ct non si trova nelle condizioni ideali intanto perché c'è l'incertezza che ancora persiste sull'arrivo degli interisti Barella, Bastoni e Sensi bloccati dall'Ats di Milano mentre Ricci dello Spezia ha avuto il via libera dall'autorità sanitaria competente. «'Stiamo attendendo di capire, mi pare che gli altri nazionali dell'Inter siano partiti per altre destinazioni. Vedremo se sarà possibile averli entro mercoledì. Mi dispiace non averli ma siamo fiduciosi, e comunque proprio per questa situazione ho chiamato tanti giocatori». 38 infatti i convocati anche se uno è già andato via: si tratta di Cristante della Roma per un problema all'adduttore. E così a centrocampo è emergenza anche per il forfait di Jorginho. Non a caso ieri Mancini in allenamento, nel 4-3-3, ha testato Locatelli regista «Spero di rivedere l'Italia delle ultime gare, stesso spirito e stessa voglia di vincere». Fra le novità l'ingresso di Daniele De Rossi nello staff e la convocazione del capitano dell'Atalanta Rafael Toloi «perché gioca nella squadra più offensiva e può ricoprire tutti i ruoli della difesa» spiega il ct. Poi su De Rossi: «Ne avevamo parlato prima che andasse al Boca. A noi serviva una persona che ci potesse aiutare sul campo: sarà un valore aggiunto». Il gruppo dei 23 sembra ormai formato: «Tutti devono pensare di avere la possibilità anche se le scelte ormai sono fatte, ne potremo cambiare uno o due». Zaniolo viene seguito («Vediamo quando tornerà a giocare, ma non rischieremo se non sarà al 100%») idem Scamacca: «Può avere un grande futuro in nazionale ma è giusto che ora sia con l'Under 21». Quindi plaude Chiesa che malgrado la crisi della Juve («Ma Pirlo deve pensare positivo»») si sta consacrando: «Sta facendo bene ma è giovane e può migliorare e crescere ancora». Resta in sospeso la questione rinnovo: «Ne abbiamo parlato col presidente, può succedere prima dell'Europeo o anche dopo, non cambia nulla». Ma non è un mistero che verso Mancini ci sia l'interesse di molti grandi club, Juve compresa. —
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