Gioco
Milano-Sanremo: gli italiani vogliono lasciare il segno nella classica d’inizio stagione
Non ci sarà il tradizionale passaggio sul Passo del Turchino, non agibile a causa di una frana. A sostituirlo sarà il Colle di Giovo, con pendenze che oscillano tra il 2,7 e l’8%
Stefano Fiori
A capo di una settimana davvero infausta per lo sport italiano, con le botte sui denti rimediate nel Rugby, nel Calcio per le Coppe Europee e con la comunque dignitosa resa di Luna Rossa nello sport velico, arriva oggi la Milano-Sanremo edizione numero 112, una delle classiche monumento del ciclismo internazionale.
Purtroppo anche i ciclisti italiani sono reduci da un avvio d’annata 2021 difficile, con le sonore sconfitte collezionate a Laigueglia, Siena/Strade Bianche, a Larciano e nella recente Tirreno-Adriatico, conclusa per il secondo anno consecutivo senza un solo successo di tappa italiano e con la classifica finale appannaggio di uno straniero, il golden boy Pogacar. Crude statistiche che lasciano poco spazio alla speranza dei nostri atleti di rifarsi oggi sul leggendario traguardo posto in via Roma a Sanremo. Saranno 175, raggruppati in 25 squadre delle quali 19 di categoria World Tour, i concorrenti che alle 10 si presenteranno alla partenza di Milano per misurarsi su 299 km, la maggior parte in Piemonte prima di scendere verso la Liguria e il mare. Novità 2021: niente Passo del Turchino, non percorribile a causa di una frana e a sostituirlo sarà il Colle di Giovo, 5 chilometri e 700 metri con pendenze oscillanti tra il 2, 7 e l’8%. Il Giovo non è una novità, poiché sostituì il Turchino già nel 2001, quando vinse Zabel e nel 2002, successo di Cipollini. Invariata la cruciale parte finale, con i celeberrimi tre capi, Mele, Cervo, Berta, l’insidiosa Cipressa e il leggendario Poggio di Sanremo a una manciata di chilometri dal traguardo. Facile snocciolare i nomi dei principali favoriti, a partire dal belga Wout Van Aert, già vincitore della Sanremo nel 2020 ad agosto: il poderoso atleta fiammingo ha vinto tappe alla Tirreno-Adriatico e solo un Pogacar stellare gli ha impedito di fare sua anche la classifica conclusiva.
Altro pretendente alla vittoria è l’iridato Julian Alaphilippe, primo a Sanremo due anni fa e secondo nel 2020 battuto proprio da Van Aert: anche il francese è in gran forma e da sempre sa esaltarsi sulle strade italiane. A mettere d’accordo questi due litiganti potrebbe provvedere Mathieu Van Der Poel, l’olandese volante già dominatore della Strade Bianche e in gran spolvero alla Tirreno-Adriatico; suo nonno, Raymond Poulidor, trionfò a Sanremo nel 1960, un segno del destino? Per rifarsi agli Spaghetti Western, forse siamo di fronte a un Triello all’ultimo sangue, resta però da individuare chi siano il Buono, il Brutto e il Cattivo. Individuati pure gli outsider, da Schachmann a Demare, Matthews, Ewan, Sagan e fino a Sam Bennett. E gli italiani? . Filippo Ganna sembra non avere ancora il fondo necessario per le Classiche e il 74°posto dello scorso anno lo conferma. Davide Ballerini è in forma e nel 2019 si piazzò 19° ma il suo capitano nel team Deceunick è un certo Alaphilippe, quindi sembrano inesistenti le possibilità di avere via libera. Servirebbe il solito miracolo di “San” Vincenzo Nibali, ma è lecito chiederglielo, con tutto ciò che ha già dato al nostro ciclismo?
Resta allora da giocarsi il nome di Giacomo Nizzolo; forse è poco, ma l’ex tricolore e campione europeo in carica è atleta esperto, veloce e scaltro, che nel 2020 si piazzò ottimo quinto sul traguardo della classicissima di primavera. —
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