Il Tirreno

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LA FAVOLA DI BHAVANI DEVI 

L’indiana con la sciabola «Livorno la mia scuola, ora vado alle Olimpiadi»

Mario Orsini

27 anni, si è trasferita al Fides con il maestro Zanotti «Da voi ho imparato tutto, ho coronato il sogno di una vita»

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Mario Orsini

La felicità, questa volta, ha gli occhi di Bhavani Devi, una bambina indiana ormai diventata donna che a Budapest, sulle pedane della prima tappa annuale 2021 di Coppa del Mondo, dopo un lungo periodo di stop a causa del Coronavirus, ha raggranellato gli ultimi punti necessari e conquistato la certezza matematica della qualificazione Olimpica per Tokio 2021, nella sciabola. Per Bhavani Devi, 27 anni, è un sogno che si avvera, coltivato fin da bambina. Da quando appena undicenne, nella scuola che frequentava, in una metropoli di quasi due milioni di abitanti nel sud dell’India, scelse la scherma. Preferendola a pallavolo, basket, ginnastica e atletica. «Perché pur sapendo poco o niente di questo sport, ero incuriosita di sapere, di cosa si trattava. Una scelta quanto mai indovinata, perché, dopo i primi allenamenti e le prime gare ne rimasi entusiasta», disse qualche tempo fa. Felice, compiaciuta, entusiasta Bhavani Devi, ma super contento Nicola Zanotti, suo maestro al Fides di Livorno, che anche in questa circostanza ha guidato da bordo pedana la sua allieva. «E’ stata una soddisfazione immensa, un’emozione unica e indescrivibile», le sue prime parole. Il percorso è iniziato 5 anni fa. “Un cammino – aggiunge – che pochi credevano realizzabile, invece grazie alla nostra passione, unito a serietà e determinazione siamo riusciti in questa impresa. A fare la differenza la determinazione, la grinta, il temperamento e la serietà, tenacia e voglia di imparare di questa ragazza, esempio concreto, di amore per lo sport, per tanti nostri giovani atleti. Lasciare il proprio paese e venire, a poco più di vent’anni, a vivere in una cittadina di poco più di 15 0mila abitanti, distante migliaia e migliaia di chilometri, per cercare migliorare il proprio bagaglio tecnico è ammirevole». Inutile sottolineare che la qualificazione Olimpica di Bhavani Devi, sportivamente parlando ormai livornese d’adozione, ha avuto riflessi mediatici importanti anche a livello federale internazionale. L’India con il suo miliardo e 400 milioni di abitanti è una vetrina potenziale importantissima per questo sport, finora quasi sconosciuto a quelle latitudini. Se oggi si parla di scherma anche in quella realtà il merito è tutto di Bhavani Devi. «A gennaio 2012 – ricorda Devi – in occasione di una tappa del circuito europeo di Coppa del Mondo, conobbi il maestro Nicola Zanotti. Qualche mese dopo ci rivedemmo a Chicago, sempre in occasione di un’altra tappa di Coppa del Mondo. In quella circostanza gli chiesi se potevo venire ad allenarmi con lui a Livorno. Lui senza pensarci troppo mi rispose sì. Io ne fui entusiasta perché, anche in India, Livorno era considerata la capitale mondiale della scherma». Bhavani Devi vive a Livorno da parecchio tempo, ed essendo atleta di livello internazionale ha potuto usufruire dei contributi economici del proprio paese e può fare sport a tempo pieno, un po’ come accade ai tesserati per i nostri atleti tesserati per i corpi sportivi militari: Fiamme Oro, Fiamme Gialle, Carabinieri e non solo. Inoltre come ulteriore supporto, per lei, non sono mancati neppure quelli della sua famiglia. Una famiglia composta da babbo, mamma e da altri due fratelli e due sorelle. E il padre era un religioso indù, purtroppo deceduto circa un anno e mezzo fa. «Quando accadde –ricorda il maestro Zanotti – Bhavani era a Livorno. Appena lo seppe rientrò a casa nella disperazione totale. Rimase a casa circa un mese per stare vicino alla mamma ma poi tornò di nuovo a Livorno. Quello è stato il momento più duro e difficile, ma anche in quella circostanza tragica Bhavani si è dimostrata solida, matura e determinata come non mai, concentrata sul suo obiettivo che era la qualificazione olimpica». Durante il periodo di emergenza a causa del Coronavirus Bhavani Devi è tornata dai suoi cari in India, ma non ha pensato neppure un secondo a mettere in quarantena l’amata sciabola. E ha continuato ad allenarsi da sola oppure seguendo via Web le lezioni del suo maestro Nicola Zanotti. «Lezioni – spiega lui stesso- che ho fatto su Instagram, Facebook, WhatsApp, Zoom, connettendomi con sale di scherma di New York, Seoul, Parigi. E naturalmente anche di Chennai in India e di altri paesi chi si collegavano incuriositi della novità». A novembre, quando le circostanze gliel’hanno permesso, Bhavani ha fatto il cammino inverso ed è tornata a Livorno e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Da Nicola Zanotti infine un ringraziamento ai suoi preziosi "colleghi" al Fides compreso il mental coach Angelo Carnemolla. —



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