Gioco
Luna calante, comunque bella
Prada a un passo dalla sconfitta contro New Zealand ma a testa altissima. Fatale un “salto” di vento. La Federazione: la vela torna una moda
AUCKLAND. Trionfo vicino per i neozelandesi in Coppa America. Nella sesta giornata di regate nel mare di Auckland (Nuova Zelanda), Te Rehutai ha allungato il vantaggio su Luna Rossa portandosi sul 6-3.
E solo l'annullamento della seconda regata, per vento instabile, ha rinviato il possibile trionfo dei padroni di casa, così come il sogno di rimonta del team italiano che, per restare in gara, dovrà vincere tutte le prossime sfide a partire da quelle di stanotte. «Continuiamo a lottare e non ci arrendiamo»: ha detto il timoniere di Luna Rossa, Francesco Bruni, deluso ma orgoglioso per come la sua squadra ha gareggiato contro i detentori della Brocca d’argento.
Una regata aggressiva fin dai primi metri, spingendo Team New Zealand sempre al limite e costringendola a un percorso obbligato, sempre vicino e sempre alle spalle degli italiani. Ma le insidie, in regate molto equilibrate e serrate come queste sinascondono nei dettagli e, come già nelle sfortunate prove di lunedì, un improvviso salto di vento ha rallentato il team di Prada Pirelli vicino al sesto gate, quindi a un passo dalla fine.
I neozelandesi ne hanno approfittato subito, con l’abilità che li contraddistingue, per ripartire e prendersi il traguardo con 400 metri di distacco. «Ovviamente è un risultato che non ci piace – ha aggiunto Bruni – ma rimaniamo a testa alta e continuiamo a combattere! Stiamo decisamente lottando duro: sono molto orgoglioso dei ragazzi del nostro equipaggio. Non siamo riusciti a usare al meglio ogni salto di vento, abbiamo perso questa opportunità, ma dobbiamo pensare alla prossima regata, possiamo ancora vincere. Abbiamo fatto una gara fantastica, senza grandi rimpianti. Ora nessun cambiamento del nostro piano di battaglia».
In casa neozelandese, dopo la paura dei primi giorni per le vittorie dei rivali italiani in ben 3 regate, il 6-3 porta serenità, ieri la squadra ha fatto un gran passo avanti verso la vittoria finale che tutta una nazione sta aspettando, e Luna Rossa sarà costretta a gareggiare sotto pressione.
«È stata una gara piuttosto combattuta, tutto sommato un piccolo salto a destra del vento ha deciso per noi - ha ammesso lo skipper dei kiwi, Peter Burling - in partenza abbiamo fatto un buon lavoro. È stata una regata divertente, contro una squadra davvero forte, ed è bello tornare a casa con una vittoria davanti al nostro pubblico così numeroso.
Siamo qui per vincere. Vogliamo andare avanti e restare concentrati». Ieri le due barche si sono confrontate nel campo di gara C, quello più vicino alla costa, scelta degli organizzatori forse per consentire ai Kiwi di festeggiare la vittoria vicino ai propri tifosi, incollati a migliaia davanti ai maxischermi del porto, mentre centinaia di barche grandi e piccole, piene di gente, hanno fatto da suggestiva cornice in mare ai due velieri, per assistere da vicino allo spettacolo. E spettacolo è stato: veloci leggere e potenti, le due imbarcazioni si sono rincorse volando e volteggiando sul pelo dell'acqua a velocità notevoli, sfiorando i 50 nodi (circa 90 kmh). Da lontano pareva di vedere due mostri meccanici di 20 metri, impegnati in una corsa a grandi falcate nel mare, appoggiandosi ai lunghi bracci meccanici che entravano e uscivano ritmicamente dall'acqua. Domani, giornata decisiva per la 36ma edizione della Coppa America, si disputano gara 10 e gara 11. A Te Rehutai basta un solo punto per portare a casa il trofeo sportivo più antico del mondo. Per annullare il match point dei rivali, Luna Rossa dovrà dunque vincere le 2 sfide di domani e quelle di giovedì, cioè quelle che la separano dalla conquista del trofeo.
«E una forter attenzione sull’America’s Cup, questa volta di massa in maniera incredibile ed è passato il messaggio molto bello della sfida italiana, di una Italia che si è unita. Tanti sportivi si sono uniti a tifare Luna Rossa. Sicuramente come è accaduto altre volte ci sarà una grande ricaduta su tutto il movimento velico anche in termine di tempo.
Siamo a marzo, le scuole di vela iniziera ad entrare nella fase migliore e poi ci sono i mondiali. Questo è un anno di spot per il movimento velico nazionale. Il nostro grande lavoro è quello di preparare la società e tutto i movimento per cogliere un grande parte di appassionati». Queste le parole di Francesco Ettorre, presidente della Federvela: tutto il movimento sta beneficiando di una grande spinta dalle notti di America’s cup. —
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